La scuola in piazza contro la precarietà

12 Marzo 2019

Assemblea e sit-in di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati chiedono nuove assunzioni e dicono no al federalismo dell’istruzione

L’AQUILA . Basta precarietà. È con questo slogan che anche la scuola d’Abruzzo, oggi, torna in piazza. Lo fa con un’assemblea e un sit-in per dire no alla regionalizzazione del sistema dell’istruzione e chiedere la stabilizzazione del personale precario. Si chiama #iolavoro ascuola la manifestazione, indetta dalle segreterie regionali di Flc Cgil, Cisl Scuola e Federazione Uil Scuola Rua, che si svolge all’Aquila: il primo step è l’assemblea che si tiene a partire dalle 11 nella sede dell’Istituto di istruzione superiore D’Aosta. A seguire, il sit-in davanti alla sede della Prefettura del capoluogo di regione (ore 13.30). I sindacati consegneranno un documento al prefetto Giuseppe Linardi, da inoltrare al governo.
LE RIVENDICAZIONI. Sono chiari gli obiettivi che i sindacati vogliono raggiungere: rimuovere le criticità che mettono a rischio il nuovo anno scolastico, prevedendo una fase transitoria di immissioni in ruolo di docenti abilitati e di terza fascia con tre anni di servizio; coprire tutti i posti liberi, compresi quelli resi disponibili da Quota 100, con nuove assunzioni; ridurre i costi dei percorsi di specializzazione sul sostegno e incrementare i posti disponibili.
RISORSE SCARSE. «Le misure contenute nella Legge di bilancio», scrivono Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua regionali, «intervengono sul reclutamento del personale docente della scuola, introducendo non pochi elementi di novità che tuttavia non sono in grado di garantire un regolare avvio dell’anno scolastico. Al fine di rimuovere alla radice una serie di criticità altrimenti destinate fatalmente a riproporsi, è indispensabile garantire la stabilizzazione degli organici ed in particolar modo l’organico di sostegno e l’organico Ata; aumentare il tempo scuola e garantire l’accesso al tempo pieno ai cittadini abruzzesi al pari delle regioni del nord Italia, prevedere una fase transitoria finalizzata all’immissione in ruolo dei docenti vincitori di concorso già abilitati o con tre anni di servizio».
CATTEDRE SCOPERTE. Già quest’anno, ultimate le operazioni di immissione in ruolo, secondo i sindacati sono rimaste scoperte 32.217 cattedre, pari a più della metà del contingente delle immissioni in ruolo 2018-2019.
A queste vanno sommati i 56.564 posti, tra organico di fatto e deroghe di sostegno da attribuire con incarichi al 30 giugno, «la cui ritardata attivazione ha avuto ripercussioni negative sull’avvio dell’anno scolastico, tanto che ancora a novembre molte classi e molti studenti erano privi dei docenti in cattedra».
IN PENSIONE. Una situazione, secondo i sindacati, destinata ad aggravarsi ulteriormente «per effetto delle ulteriori cessazioni dal servizio e dei problemi irrisolti in materia di reclutamento. L’anno prossimo la situazione in Abruzzo tenderà ad aggravarsi: alle 433 domande di pensione che erano state già presentate si sono aggiunte oltre 500 richieste di pensionamento con “Quota 100”. Senza un piano straordinario la scuola vivrà una vera e propria condizione di emergenza, e sarà difficile garantire il diritto allo studio».
LE RICHIESTE. Per questo motivo i sindacati chiedono «un consistente piano di assunzioni dei docenti per coprire tutti i posti liberi che ci saranno dal primo settembre 2019, e misure che risolvano in modo chiaro e definitivo i problemi generati dalla vertenza dei diplomati magistrali».