La tv del futuro: tra satellite e visione online

Ecco come districarsi tra i molteplici pacchetti Film e sport da guardare come e quando vuoi
La tv satellitare è un po’ come andare al cinema senza spostarsi di un millimetro dal divano del salotto. Senza dover chiudere casa, prendere l’auto, spostarsi di qualche chilometro, trovare un parcheggio, pagarlo, e poi entrare in sala. Certo, qualcuno dirà: «Ma vuoi mettere la bellezza di guardare un film dal grande schermo!». Come si può dargli torto?
La realtà, però, oggi parla di un aumento di canali tv, di un’offerta di programmi enorme e di accordi tra editori (l’ultimo in ordine di tempo è quello tra Sky e Mediaset Premium) che produce l’effetto immediato per l’utente di poter contare su una miriade di programmi, film. E di eventi sportivi a perdita d’occhio. Aggiungiamoci un po’ di pigrizia e sedentarietà, ed ecco che l’appeal della tv prevale sul gusto di assaporare in sala la Settima arte.
Stando a uno studio di Confindustria – datato gennaio 2018 – a dicembre 2017 sono complessivamente 423 i canali televisivi ricevibili a livello nazionale sulle principali piattaforme, e fanno capo a 116 editori (nazionali e internazionali), di cui 68 hanno sede in Italia. L’analisi fa riferimento al perimetro degli editori di canali tv a diffusione nazionale distribuiti all’interno dei Mux (Multiplex) Dtt (Digitale terrestre) nazionali e locali, e presenti sulle piattaforme satellitari di pay-tv (Sky Italia) e free-to-view (TivùSat). Il dato include anche le versioni time-shift, quelle in alta definizione, 3D, i servizi a pagamento in pay-per-view (Ppv) e i cosiddetti temporary channel, trasmessi nel periodo considerato. Nel 2017 sono stati presi in considerazione anche i primi canali nello standard Ultra Hd (4K), ancora, nella maggior parte dei casi, legati a eventi speciali.
Rispetto agli ultimi 5 anni nel 2017 cresce complessivamente il numero dei canali ricevibili in Italia (2013-2017), grazie soprattutto allo sviluppo dell’offerta multichannel gratuita sul Dtt, piattaforma che continua a riscuotere un forte interesse, da parte degli editori nazionali sia in termini di crescita, sia di diversificazione del proprio business: solo nell’ultimo anno sono stati lanciati 5 nuovi canali televisivi (Pop, CineSony, Spike, Alpha, Food Network).
Relativamente ai soli editori nazionali, ambito su cui si concentrano i dati successivi, i canali Tv sono 410, di cui 123 presenti sulla piattaforma Dtt e 287 distribuiti sul satellite (free e pay). All’interno di questo insieme ci sono 39 versioni time-shifted (+1, +2, +24) e 35 servizi in pay-per-view. Di fatto l’offerta complessiva di canali Tv primari cosiddetti “parent” (ossia escluse le versioni duplicate dei canali Hd e time-shift), sulle diverse piattaforme, free e pay, è pari a 225. I canali in alta definizione sono complessivamente 106 (30% del totale) al netto delle sovrapposizioni sulle diverse piattaforme. Un canale trasmette contenuti 3D. Dei canali in alta definizione 19 sono nativi “solo Hd”.
Relativamente alla sola piattaforma Sat, Sky Italia è l’editore con il maggior numero di canali (113), di cui la maggioranza è a pagamento (TV8 e Cielo sono presenti all’interno della piattaforma gratuita Tivùsat in modalità free-to-view). Seguono Rai (26), la cui offerta satellitare si è ampliata negli ultimi anni con il lancio delle versioni Hd dei propri canali specializzati; il Gruppo Fox (24) e Discovery Italia (20) con un’offerta mista pay/free che si divide tra Sky Italia e Tivùsat.
Ma come districarsi tra la miriade di offerte, pacchetti tv, canali tematici e acquisti di singoli eventi televisivi? Per non parlare dello sport, con il calcio a fare da portabandiera, che propone un’infinità di eventi nazionali e internazionali. Senza trascurare l’on demand, la nuova frontiera delle tv, con film che si possono bloccare in qualsiasi momento, partite da posticipare in caso di ritardato rientro a casa, anche solo con una telefonata. E poi la scelta dei canali tematici, le migliaia di film, le serie tv più seguite, con la possibilità di guardarle anche con una full immersion, dalla prima all’ultima stagione. Il cinema, per competere, deve puntare sulla qualità. E quando lo fa, i risultati al botteghino non tradiscono. Insomma, ce n’è per tutti.
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