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La Uil: In Abruzzo spesi 79 milioni per medici gettonisti

1 Luglio 2026

Il sindacato fa riferimento al report dell’Autorità anticorruzione per gli anni 2024 e 2025. La spesa specificamente riferita agli infermieri ammonta a circa 3,8 milioni di euro. Molte aziende sanitarie faticano a coprire gli organici solo con i concorsi pubblici

Quasi 79 milioni di euro spesi in due anni per l'acquisizione di personale sanitario esterno. È il dato che emerge dall'ultimo monitoraggio dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), che parla di gettonisti. Un dato che tornerebbe ad accendere i riflettori sulle difficoltà del Servizio sanitario regionale nel reperire professionisti attraverso il sistema pubblico. Secondo il report, nel biennio 2024-2025 le aziende sanitarie pubbliche italiane hanno impegnato complessivamente oltre 1 miliardo e 64 milioni di euro per servizi di fornitura di personale medico e infermieristico, con una crescita del 15% nel 2025 rispetto all'anno precedente. Ancora più marcato, a livello nazionale, l'incremento del valore economico degli affidamenti destinati ai medici esterni, aumentato del 62% in un solo anno.

I NUMERI DELL’ABRUZZO

Nel dettaglio regionale, l'Abruzzo registra una spesa complessiva di 78,74 milioni di euro nel biennio preso in esame. I dati evidenziano 3,81 milioni di euro nel 2024 e 74,93 milioni nel 2025, con una voce classificata come "Generico" che, da sola, vale 71,13 milioni di euro, mentre la spesa specificamente riferita agli infermieri ammonta a circa 3,8 milioni di euro. Il report colloca inoltre l'Abruzzo tra le regioni che presentano valori consistenti nell'utilizzo di contratti per la fornitura di personale sanitario, insieme a Toscana, Veneto e Friuli Venezia Giulia, mentre Sardegna, Lombardia e Piemonte guidano la graduatoria nazionale per volume di spesa.

LE DIFFICOLTA’ DEL SISTEMA SANITARIO

Nel documento viene evidenziato come il ricorso sempre più frequente al personale esterno sia la conseguenza di criticità che interessano ormai gran parte del Servizio sanitario nazionale. Secondo l'analisi riportata nel monitoraggio, molte aziende sanitarie faticano a coprire gli organici attraverso i normali concorsi pubblici e sono costrette a rivolgersi al mercato per garantire la continuità dell'assistenza, in particolare nei pronto soccorso, nelle aree dell'emergenza-urgenza e nelle specialità maggiormente interessate dalla carenza di professionisti. Per la Uil, il progressivo aumento della spesa destinata all'acquisizione di personale esterno dimostra che le misure adottate negli ultimi anni per limitare il fenomeno non hanno ancora prodotto gli effetti sperati. Il sindacato sostiene quindi che la vera sfida non sia soltanto ridurre il ricorso ai contratti esterni, ma rendere nuovamente attrattivo il lavoro nella sanità pubblica attraverso investimenti strutturali sul personale, sulle condizioni di lavoro e sulla programmazione delle assunzioni.

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LA LETTERA DELLA UIL

Per la Uil Fp il fenomeno non può più essere considerato un'emergenza temporanea. Secondo il sindacato, il ricorso al personale esterno sta diventando una modalità ordinaria di funzionamento della sanità pubblica, sintomo delle difficoltà nel rendere attrattivo il lavoro dipendente. «Non è il risultato di una scelta organizzativa efficiente», afferma il segretario generale della Uil Fp Abruzzo, Antonio Ginnetti, «ma il segnale evidente di un sistema che non riesce più ad attrarre e trattenere il personale sanitario. Continuare a investire risorse crescenti nell'acquisto di personale esterno significa inseguire l'emergenza senza affrontarne le cause». Secondo Ginnetti è necessario «aprire una riflessione non più rinviabile» con la Regione Abruzzo per superare la gestione emergenziale della sanità e costruire un confronto permanente sul futuro del sistema sanitario regionale. Le proposte del sindacato. La piattaforma avanzata dalla Uil Fp si articola in tre direttrici principali. La prima riguarda un grande piano di rilancio del lavoro pubblico, con nuove assunzioni, accelerazione dei concorsi, riduzione del precariato e migliore programmazione del fabbisogno di medici e infermieri. La seconda punta a una maggiore valorizzazione economica e professionale del personale, attraverso interventi sulle retribuzioni, sull'organizzazione dei turni, sulla conciliazione tra vita e lavoro e sulla sicurezza degli operatori, in particolare nei pronto soccorso. La terza propone un controllo più rigoroso sul ricorso alle esternalizzazioni, affinché rappresentino uno strumento realmente eccezionale e non una risposta strutturale alle carenze di organico.

IL NODO VOCE “GENERICO”

Il monitoraggio Anac evidenzia anche un elemento tecnico destinato a far discutere. Gran parte della spesa attribuita all'Abruzzo nel 2025 è infatti ricompresa nella categoria "Generico", pari a 71,13 milioni di euro, senza una distinzione specifica tra personale medico e infermieristico. Lo stesso documento precisa infatti che, restringendo l'analisi ai soli affidamenti specificamente destinati a medici e infermieri ed escludendo il codice generico utilizzato per la fornitura di personale, la distribuzione territoriale assume caratteristiche differenti. Si tratta di un elemento che rende necessaria una lettura prudente dei dati e apre interrogativi sulla composizione effettiva della spesa contabilizzata per l'Abruzzo, tema sul quale la Regione ha già fornito una propria interpretazione.

UN FENOMENO NAZIONALE

Nel rapporto viene sottolineato come il ricorso al personale sanitario esterno non rappresenti più un fenomeno emergenziale, ma una componente ormai strutturale del funzionamento del Servizio sanitario nazionale. Secondo la Uil, il sistema pubblico continua a ricorrere al mercato perché non riesce a reperire professionisti attraverso i canali ordinari di assunzione, con il rischio di consolidare un modello organizzativo più costoso e meno efficiente. Per il sindacato la risposta non può limitarsi alla gestione dell'emergenza, ma deve passare da un piano straordinario di investimenti sul capitale umano della sanità pubblica, così da garantire servizi stabili, sostenibili e di qualità ai cittadini e ridurre progressivamente la dipendenza dal personale esterno.