LA VALIGIA DI CARTONE
Nella valigia di cartone, in mezzo a tante altre cianfrusaglie, c’è una riproduzione di Lisa, stampata sopra una di quelle calamite che si attaccano al frigorifero, come souvenir di un viaggio...
Nella valigia di cartone, in mezzo a tante altre cianfrusaglie, c’è una riproduzione di Lisa, stampata sopra una di quelle calamite che si attaccano al frigorifero, come souvenir di un viaggio meraviglioso. Lei mi guarda ancora e anche da lì; con quegli occhi sorride di tutti i festeggiamenti in onore del suo pittore.
Pensavo fosse un quadro più grande, la prima volta che mi recai al Louvre, per vederla. E rimasi quasi delusa, quando la scorsi in fondo alla parete, sopra una fila continua di teste che scorreva Provai ad aspettare che il flusso scemasse ma poi dovetti cedere alla folla, incanalarmi. Però lei guardava solo me; per me erano le rocce azzurre, le mani leggermente paffute, quel gioco tra le labbra serrate e gli occhi ridenti.
Immagino i silenzi, durante quelle pose; i pensieri del pittore, la scelta del pennello più piccolo, quello di tasso con la punta arrotondata per rifinire il contorno del labbro; il blu lapislazzuli usato con parsimonia sullo sfondo, quella sfumatura morbida agli angoli delle ciglia, il velluto morbido del vestito.
Pare che le prime pennellate del dipinto siano state date a Firenze, che la portò con sè a Milano e a Roma, e poi ad Amboise, in Francia. Nemmeno lui riusciva a staccarsi da quegli occhi. Gli artisti si separano con difficoltà dai capolavori, e da lei Leonardo non si separò mai. Doveva essere importante per lui, quella donna. Forse non era più nemmeno così, Monna Lisa del Giocondo. Gli anni le avrebbero devastato il viso e il sorriso. Ma nel quadro, no.
Nel quadro restava e resta la nostalgia, la bellezza, la luce soffusa, l’ ombra di un viso colto in un attimo di eternità: quello sguardo coinvolgente che ti interroga e ti pone al centro di un universo di calma, di bellezza. Nelle sue peregrinazioni, questo doveva essere stato quel quadro. Un oceano di calma nelle tempeste della sua vita. Forse per questo anche noi, come Leonardo, secoli dopo, non ci stanchiamo mai di guardarla.
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