La vendemmia ritarda e favorisce i “bianchi”

L’andamento climatico altalenante rallenta la maturazione zuccherina La raccolta slitta di almeno due settimane ma sarà comunque di buona qualità
PESCARA. La vendemmia 2016? Ancora presto per dire se eccezionale o disastrosa. Di sicuro dipenderà dall'evoluzione climatica che agosto ha in serbo. E comunque non partirà prima di inizio settembre, un paio di settimane più tardi della passata vendemmia.
L'andamento climatico altalenante, le piogge spesso copiose di primavera e dei primi mesi estivi, le non molte punte di calore raggiunte in vigna, rendono difficile il pronostico alla vigilia del Ferragosto.
Da un capo all'altro del vigneto Abruzzo è voce comune che si profila un'annata più favorevole alle uve bianche in confronto con la torrida estate scorsa. Quest'anno il clima più fresco e alternante, le scarse impennate di calore, sembrano essere buone premesse per vini bianchi di bella acidità con promesse di longevità. Dall'altra e per gli stessi motivi - uve ancora acerbe - la maturazione zuccherina va subendo un rallentamento «che darà la possibilità di aspettare e far tornare a coincidere, come accadeva una volta, le due maturazioni: fenolica (colore, profumi, aromi dell'acino, ndc) e zuccherina. Sempre che non piova ancora troppo», considera da scrupoloso osservatore dei fenomeni naturali Francesco Paolo Valentini, vignaiolo artigiano in Loreto Aprutino che dà lustro internazionale al vino italiano col suo Trebbiano d' Abruzzo. «Siamo nella serie delle annate anomale», esordisce Valentini, «tutta questa pioggia e umidità hanno creato gravi attacchi di peronospora sulle foglie della vite, in tutta Italia e anche in Abruzzo. Chi ha lavorato con accortezza in vigna ha uve sane, ma con un'annata imprevedibile il problema è dietro l'angolo. A conferma del cambiamento climatico in atto voglio riportare anche dei nuovi attacchi di mosca olearia sull'olivo: si rischia di ripetere l'annata nera del 2014», avverte.
Dalle colline vestine, cuore nobile della vitivinicoltura abruzzese, all'Alto Tirino, Ofena, altopiano a valle del Gran Sasso aquilano, dove Riccardo Gentile ha impostato l'azienda puntando su artigianalità e vocazione del territorio. «Da noi», racconta, «la vendemmia è comunque tardiva, ma la gelata del 26 aprile ha reso tutto più difficoltoso. L'uva che più ne ha risentito è il Pecorino, più precoce. Il ritardo della vegetazione si assomma alla mutevolezza del clima, avremo una resa mediamente più bassa del cinquanta per cento. Le uve non saranno sufficienti per produrre il Particella, selezionato Pecorino a fermentazione spontanea. Quel poco e buono che avremo a disposizione è destinato al Pecorino classico».
Un leggero calo di produzione "causa gelata tardiva" di uve Trebbiano, Pecorino e Passerina, le tre specialità tradizionali coltivate sulle colline di Morro d'Oro, e fino al 50% in meno per il Montonico allevato a Bisenti è quanto riferisce Antonio Lamona, enologo tra i quattro soci amici titolari dell'azienda agricola La Quercia. «Con la lotta integrata abbiamo salvato le uve da qualche problemino con la peronospora, ora eliminata», racconta. «Il nostro Santa Pupa, Montonico in purezza, rappresenta una nicchia di produzione ma è destinato a crescere, aggiungeremo un ettaro al vigneto di Bisenti. Siamo stati i primi a reintrodure il tradizionale vitigno nel 2005 dando vita al disciplinare di produzione e ne siamo orgogliosi. Prevediamo di partire con la vendemmia per metà settembre».
Fattoria la Valentina vendemmia a fine agosto per la prima uva bianca, di Fiano schiettamente abruzzese (Ahuà, Colline Pescaresi Igt ), a seguire Pecorino e Trebbiano. «Il ciclo vegetativo ha subito l'influenza delle piogge di fine giugno, ma adesso le condizioni dei vigneti sono ottimali e prevediamo una buona vendemmia», anticipa Sabatino Di Properzio titolare dell'azienda che conta vigneti intorno a Spoltore, San Valentino e Scafa.
Per Tommaso Masciantonio, simbolo della olivicoltura eroica e ora anche della emergente vinicoltura alle falde della Maiella (altopiano di Caprafico), l'emozione è alta. Con due cru di Pecorino da agricoltura bio, Mantica (tradizionale pergola abruzzese) e Jernare ( vigna più giovane), è alla seconda vendemmia in proprio, sebbene la 56° per tradizione di famiglia: «Le piante sono in condizioni perfette, siamo in dirittura d'arrivo. Vendemmieremo con l'inizio di settembre, Pecorino e poi Passerina. E' il territorio che ci salva con eleganza, zona calcarea e ben ventilata, terreni drenanti. E' vero che dobbiamo faticare per adattarci alle bizze del clima e non bisogna distrarsi. Ma per i bianchi sarà una buona annata».
Previsioni per l'annata olearia? «Le drupe di intosso sono già enormi, bellissime. La pioggia favorisce la mosca dell'olivo, ma qui è sotto controllo, lavoriamo in campo, facciamo prevenzione».
Jolanda Ferrara
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