L’Abruzzo dell’olio è la settima regione per produzione

27 Gennaio 2026

Coltivati quasi 40mila ettari di terreno: è il 3,7% dell’Italia. La provincia di Chieti regina degli oliveti, tra mare e monti

CHIETI. L’Abruzzo è la settima regione d’Italia per produzione di olio con 38.597 ettari di terreno coltivati a olive. È Chieti la provincia regina della produzione con gli oliveti che, da una parte, guardano al mare puntellato di trabocchi e, dall’altra, si affacciano verso la montagna della Maiella imbiancata: da qui nasce l’oro verde. In provincia di Chieti sono 20.050 gli ettari di terreno in cui si produce olio. E la parola d’ordine è qualità, il mezzo per battere l’olio di importazione a prezzi stracciati. Da Chieti arriva più della metà di tutto l’olio abruzzese: 10.690 ettari coltivati a Pescara, 5.780 a Teramo e 2.077 all’Aquila. Sono questi i numeri del settore che, da giovedì fino a sabato 31 gennaio, si presenta a Evolio Expo 2026, la fiera di riferimento in programma a Bari e dedicata alle tante sfaccettature dell’olio extra vergine di oliva. La rassegna è organizzata dal Senaf con il patrocinio del ministero dell’Agricoltura.

In Abruzzo sono attivi 289 frantoi, si contano 9 milioni di alberi di ulivo su una superficie di quasi 40mila ettari pari al 3,7% del totale nazionale. La regione che produce più olio in Italia è la Puglia con 330.800 ettari (31,5%) seguita da Calabria (181.094 ettari, 17,3%), Sicilia (143.070 ettari, 13,6%), Lazio (78.138 ettari, 7,5%), Toscana (76.131 ettari, 7,3%)e Campania (66.891 ettari, 6,4%). L’Abruzzo produce poco più della Sardegna (35.140 ettari, 3,4%).

Sono 29 in Abruzzo le Città dell’Olio, unite nella salvaguardia dell’extravergine d’oliva, più la Camera di commercio di Chieti Pescara: in provincia di Chieti, ci sono Archi, Bomba, Bucchianico, Casoli, Fossacesia, San Vito Chietino e Torino di Sangro; a Pescara, Città Sant’Angelo, Collecorvino, Elice, Loreto Aprutino, Montesilvano, Moscufo, Penne, Pianella e Tocco da Casauria; a Teramo, Bisenti, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Colonnella, Controguerra, Montefino, Pineto e Sant’Omero; all’Aquila, Bugnara, Ofena, Raiano e Vittorito.

Per l’Abruzzo dell’agroalimentare, la fiera è una vetrina da 150 espositori, 20 associazioni, enti e istituzioni e circa 50 buyer internazionali dei settori grande distribuzione, retail e ospitalità e ristorazione (Ho.re. ca.) provenienti da 16 Paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Giappone, Brasile e Arabia Saudita. In programma ci sono oltre cento convegni, talk ed eventi che affrontano i principali temi strategici del settore olivicolo-oleario: dall’innovazione alla sostenibilità, dall’oleoturismo alla salute, fino alla valorizzazione culturale e gastronomica dell’olio extra vergine di oliva.

«Evolio Expo è nata nel 2025 con l’obiettivo di creare uno spazio di riferimento per l’intera filiera olivicola-olearia italiana, capace di andare oltre il format fieristico tradizionale», spiega Silvia Casaglia, project manager di Evolio Expo. «Presenteremo le innovazioni della filiera», dichiara Gaetano Frulli, presidente di Nuova Fiera del Levante, «ospiteremo degustazioni tecniche, momenti formativi e incontri dedicati ai mercati del Mediterraneo, per un totale di oltre cento convegni, continuando così ad attrarre l’attenzione del mercato italiano».

I titoli dei principali convegni raccontano le declinazioni dell’olio, da condimento a leva per il turismo: “Olio è innovazione-Idee e tecnologie che cambiano il domani”, dedicato alle nuove tecnologie, alla ricerca scientifica e ai processi di modernizzazione della filiera; “Olio è turismo”, incentrato sul ruolo dell’olio come leva di attrattività turistica; “Olio è salute”, focalizzato sulle evidenze scientifiche legate ai benefici dell’olio extra vergine di oliva; e “Olio è benessere”, dedicato all’utilizzo dell’evo tra spa, cosmetica naturale e nuove forme di imprenditorialità. Prevista anche una mostra su “OIi monovarietali. I percorsi della biodiversità olivicola italiana”.