Latte laziale, beffa Abruzzo: sarà distribuito in 38 scuole

13 Gennaio 2026

La regione dei pascoli e della transumanza fuori dal bando ministeriale da 800mila euro, appalto aggiudicato alla Centrale di Roma: previste anche degustazioni e corsi specifici

L’AQUILA. L’Abruzzo dei pascoli, della transumanza e della pastorizia resta fuori dal bando ministeriale “Latte nelle scuole”, mentre la Centrale del latte di Roma spa si aggiudica il progetto nell’ambito territoriale che comprende Abruzzo e Lazio, ottenendo il punteggio più alto della graduatoria (84 punti) e un finanziamento complessivo di quasi 800mila euro. Un’esclusione che pesa, non tanto sul piano economico quanto su quello simbolico, perché riguarda una regione che ha costruito la propria identità sulle aree interne e sull’allevamento. E pesa ancora di più se si considera che 38 scuole primarie abruzzesi saranno coinvolte nel programma, pensato per avvicinare i bambini a «un’alimentazione sana e consapevole», senza che però compaia nemmeno un’azienda del territorio regionale. A certificare questo dato sono gli atti ufficiali del ministero dell’Agricoltura: nell’ambito territoriale numero 6, le domande di contributo pervenute e valutate provengono esclusivamente da grandi società con sedi legali a Bari, Milano e Roma, realtà industriali strutturate, lontane dalle aree interne e dai piccoli produttori. Tra queste, la Centrale del latte di Roma si occuperà non solo della fornitura di latte e derivati nelle scuole primarie, ma anche delle attività di educazione alimentare: percorsi informativi per gli alunni, degustazioni guidate e iniziative dedicate alla conoscenza delle proprietà nutrizionali del latte e al suo corretto inserimento nella dieta quotidiana sin dall’infanzia. Un progetto inserito nel quadro del programma ministeriale realizzato in collaborazione con Unioncamere e Crea, nato anche per contrastare il progressivo calo dei consumi di latte tra i più giovani. «Siamo orgogliosi di poter contribuire in maniera attiva all’educazione alimentare dei nostri ragazzi» dichiara Fabio Massimo Pallottini, presidente della Centrale del latte di Roma. Il progetto si colloca in un contesto nazionale segnato da un fortissimo calo dei consumi: in Italia l’assunzione di latte e derivati si ferma infatti al 34% delle quantità raccomandate, ben lontano dai 137 litri annui pro capite indicati dal Crea e dal ministero della Salute. I consumi reali, secondo Ismea, si attestano a 46,5 litri l’anno, con un trend in costante diminuzione tra il 1998 e il 2024. In Abruzzo, le 38 scuole coinvolte risultano distribuite in modo disomogeneo sul territorio. La provincia dell’Aquila registra il numero più alto, con 16 scuole primarie tra il capoluogo, la Marsica e la Valle Peligna. Seguono Teramo con 9 scuole, concentrate tra città e comuni dell’entroterra, Chieti con 7 istituti tra Vasto, Guardiagrele, Tollo e il capoluogo, e infine Pescara con 6 scuole, tra Pescara, Montesilvano, Manoppello e Lettomanoppello. Un coinvolgimento ampio delle scuole, dunque, che però lascia fuori proprio il territorio che più di altri avrebbe potuto raccontare ai bambini il valore del latte, della filiera corta e delle aree interne.