Lavoro, funzionano ingegneria e agraria
A un anno dalla laurea tra il 70 e l’80 per cento dei giovani ha un’occupazione con stipendio netto medio di 1.300 euro
PESCARA. Nonostante tutto laurearsi conviene ancora. Secondo AlmaLaurea (il cosorzio che raggruppa 72 atenei) testimonia quei timidi segnali di inversione di tendenza che fanno sperare in un 2015 più roseo. Un’analisi comparata delle ultime sette generazioni di laureati, se da un lato, infatti, conferma le difficoltà riscontrate sul mercato del lavoro nel corso di questi anni, dall’altro evidenza nel 2014 timidi segnali di ripresa del mercato del lavoro, accompagnati da una lieve contrazione del tasso di disoccupazione, soprattutto per i laureati triennali e per i magistrali biennali.
L’Indagine mostra una sostanziale tenuta del tasso di occupazione ad un anno dal titolo. Nello specifico il Rapporto permette di indagare la condi zione occupazionale di: 1) Laureati triennali: considerato l’alto tasso di prosecuzione degli studi (il 54% continua con la laurea magistrale) e tenendo conto, più opportunamente, solo di quanti non risultano iscritti ad un altro corso di laurea, emerge che il tasso di occupazione è pari al 66%. 2) Laureati magistrali biennali: il tasso di occupazione è pari al 70%. 3) Laureati magistrali a ciclo unico (ovvero i laureati in architettura, farmacia, giurisprudenza, medicina, veterinaria): il tasso di occupazione è pari al 49%. Tra le facoltà più che garantiscono più occupazione sono in testa le professioni sanitarie che a un anno dalla laurea garantiscono l’86,2% di occupazione e uno stioendio netto mensile di 1.387 euro, seguide da ingegneria (85,9% di occupazione con un mensile metto di 1.300 euro), chimica (79,8% e 1.113 euro di stipendio netto), agraria (72,2% e 1.019 euro di stipendio netto).

