Le donne: bugie per chiudere le Maternità

15 Luglio 2015

L'AQUILA. Sono partite da Ortona sfidando il caldo e il disagio del viaggio, soprattutto per coloro che sono in dolce attesa, per venire a dire all'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci che...

L'AQUILA. Sono partite da Ortona sfidando il caldo e il disagio del viaggio, soprattutto per coloro che sono in dolce attesa, per venire a dire all'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci che i cittadini «non sono dei burattini». Sono le donne di Ortona, che hanno deciso di difendere così, con la loro presenza e con passeggini al seguito, davanti al consiglio regionale il Punto nascita della loro città, messo in pericolo dalla "scure" dai tagli. Accanto a loro, anche cittadini di Penne e Atri, ai quali si sono aggiunti i lavoratori del Cotir e di Abruzzo Engineering.

A Ortona la Maternità dovrebbe chiudereil 31 agosto, seguito via via da Atri, Penne e Sulmona. Sul provvedimento di stop pesano i ricorsi al Tar dell’Aquila – la decisione sulla sospensiva è attesa per oggi – dei Comuni di Ortona e di Atri. «Io voglio che mio figlio nasca a Ortona», tuona una donna al settimo mese di gravidanza, Luciana Nasuti, «perché è una struttura di qualità».

Secondo la portavoce del comitato spontaneo, Lucia Di Nucci, su Ortona sono state addotti motivi non veri: «Il comitato del Cpnr (Comitato percorso nascite regionale) ha ricevuto piani sbagliati». E poi l'affondo su Paolucci: «Mentre in una riunione del 9 luglio parlava con noi per cercare una soluzione, dava mandato della firma dei decreti di chiusura. Ma noi non siamo dei burattini». (m.g.)