Le medicine, altro che petrolio «Ecco il futuro dell’Abruzzo»

18 Settembre 2015

Ernesto Cauti lancia la sfida: fare della nostra regione una Pharma-Valley di levatura internazionale Da qui si esportano in tutto il mondo prodotti come il Maalox, ma ci sono opportunità per fare di più

L’AQUILA. «Attrarre investimenti e favorire la creazione di nuove imprese innovative, sono le sfide che ormai tutti i territori combattono per aumentare la loro capacità di competere nel mercato globale. E se c'è un settore in Abruzzo che ha le carte in regola per vincere questa sfida è il settore farmaceutico».

Altro che petrolio e trivelle: Ernesto Cauti, direttore del Polo chimico-farmaceutico Capitank dell’Aquila, si è messo in testa l’idea meravigliosa di fare dell’Abruzzo una Pharma-Valley. Già oggi il Polo raggruppa importanti realtà industriali come Alfa-Wasserman, Dompè, Menarini e Sanofi Aventis, ma potrebbe essere solo l’inizio di un’avventura in un settore ad alto tasso di tecnologia, con importanti sinergie con le nostre università.

Quali sono le potenzialità?

L’Abruzzo è leader in Italia per investimenti in ricerca e sviluppo. È ai primi posti in Europa per attività di produzione, ed è la prima industria hi-tech per presenza in Italia. Ha inoltre il maggior incremento al mondo nell'export di medicinali (71 % della produzione italiana è esportato con + 64 % rispetto al 2008). È al primo posto nell'indice di competitività tra tutti i settori manifatturieri. E’ al 7° posto in Italia per numero di addetti, circa 1200 (200 nella ricerca) e 1.500 nell'indotto. I posti di lavoro sono altamente qualificati ed i meglio remunerati».

Che cosa è cambiato qui in questi anni affinché il settore avesse na spinta in più?

«Il settore si è dato finalmente una struttura associativa molto importante, dal 2012 le quattro grandi aziende abruzzesi hanno costituito insieme ad aziende del settore chimico, ad Università e Centri di ricerca ed a Pmi dell'indotto, il Polo di innovazione (Capitank) che, in questo breve periodo, ha favorito la realizzazione di progetti di investimenti e di ricerca per circa 100 milioni di euro».

Con quali strategie?

«Sono tre le aree dove si sono concentrate le attività e dove si pensa di continuare ad investire: ricerca in ambito biotecnologico, automazione industriale per aumentare l'efficienza produttiva,sostenibilità ambientale: si è convinti che una politica di rispetto dell'ambiente e di riduzione delle emissioni non solo non costituisce aggravio di costi ma possa essere una leva per competere a livello globale. Non a caso il Maalox in compresse, prodotto da Sanofi a L'Aquila per tutto il mondo, è l'unico prodotto farmaceutico che ha ricevuto la certificazione Carbon Foot Print».

I mezzi ci sono?

«Si sta lavorando alla stesura di un programma pluriennale e si guarda alle cospicue risorse che il territorio può mettere a disposizione: oltre ai tradizionali fondi derivanti dal Miur e dall'Unione Europea sia in maniera diretta (Horizon 2020) che indiretta (fondi Fesr e Fse della Regione Abruzzo), si conta molto sui cosiddetti "fondi dalla ricostruzione". Si tratta di risorse messe a disposizione del "sistema delle imprese e della ricerca e sviluppo" nell'area del cratere (un plafond di oltre 200 milioni di euro)».

Sono cifre importanti...

«Sì, e in questa logica rientra l'accordo sottoscritto tra Regione Abruzzo, Dompé, Università d'Annunzio (dipartimento di Oftalmologia) e Capitank per la realizzazione del Centro di eccellenza denominato "Abruzzo Regione della Vista". Una iniziativa che è stata presentata agli operatori del settore e che sta riscuotendo notevole interesse, non ultimo quello di importanti fondi di investimento che vedono grandi potenzialità».

E’ una sfida ambiziosa.

«La convinzione è che gli ingredienti per la creazione di una "Pharma Valley" in Abruzzo ci sono tutti: un quadro di riferimento normativo e di attenzione istituzionale, l'Università ed un dipartimento all'avanguardia internazionale, una grande impresa disposta ad investire risorse umane e finanziarie ed un indotto coeso finalmente all'altezza».