Legambiente, il dossier delle emergenze

17 Gennaio 2020

Ricostruzione, scuole, la sicurezza della falda acquifera del Gran Sasso: le priorità dell’associazione

L’AQUILA. C’è la messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso. Ma ci sono anche il viadotto del Cerrano, la bonifica delle discariche 2A e 2B, Tre Monti e il polo chimico di Bussi. E, all’Aquila, la ricostruzione pubblica al palo, in particolare quella degli istituti scolastici. Sono 170 le opere pubbliche individuate, a livello nazionale, da Legambiente «per fare aprire i cantieri e rilanciare investimenti e occupazione».
Il dossier per il Green New Deal focalizza l’attenzione sulle emergenze ancora in attesa di risposte concrete da parte del Governo: un elenco certosino, che abbraccia gli ambiti della messa in sicurezza, bonifica, trasporti e infrastrutture. In cassa giacciono 15 miliardi 871 milioni di euro di investimenti già stanziati, mentre gli interventi che attendono di essere finanziati toccano la soglia ragguardevole dei 14miliardi 190milioni euro.
EMERGENZA ABRUZZO. «In Abruzzo è centrale la questione bonifiche con le discariche Tre Monti ed il polo chimico di Bussi inseriti tra i siti di interesse nazionale nel 2008 e tuttora al palo. Sul tema rifiuti, gli incendi ripetuti all’interno della discarica del Civeta e l’idea di ampliamento che si prospetta anche su altri impianti». precisa Legambiente, «dicono che è tempo di fare un salto di qualità, attraverso una seria gestione che punti a realizzare impianti utili per l’economia circolare». Per Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo, «il viadotto del Cerrano è solo l’ultimo degli allarmi legati alle infrastrutture e alle viabilità sicura, con una realtà regionale sempre più critica sugli assi autostradali». Il dossier di Legambiente rileva anche come «a dieci anni dal terremoto urge lo sblocco dei fondi per la messa in sicurezza dei viadotti delle autostrade A/24 e A/25».
SOS. GRAN SASSO. La messa in sicurezza della falda acquifera del Gran Sasso, per Legambiente, che ha deciso di costituirsi parte civile nel procedimento penale, è una priorità inderogabile. «L’inquinamento delle falde acquifere con composti chimici, sotto il massiccio del Gran Sasso», sottolinea l’associazione ambientalista, «vede diverse responsabilità e criticità, tra cui le attività dell’Istituto di fisica nucleare e le gallerie autostradali. Si tratta di acqua destinata a 700mila cittadini abruzzesi. Alla luce dei rilievi formalizzati dalla magistratura inquirente, dopo oltre 15 anni di incertezza, ben due sequestri e finora nessuna soluzione, c’è bisogno di un intervento chiaro e risolutivo». Legambiente suggerisce che «nel piano economico-finanziario per le autostrade A/24 e A/25 vengano previsti capitoli di spesa per la protezione degli acquedotti e dell’acquifero» e che «l’Infn produca il Piano per l’allontanamento delle sostanze pericolose. Il Governo, infine, deve prevedere», si legge nel dossier, «un intervento finanziario per la messa in sicurezza definitiva dei Laboratori». NIENTE SCUOLE. L’emergenza ricostruzione pubblica all’Aquila è un altro capitolo preso in esame. «A dieci anni dal sisma, l’edilizia scolastica rappresenta la grande assente nel piano di rinascita della città e dell’intero territorio. Nonostante la disponibilità di fondi, nessuna scuola è tornata agibile».
«Il quadro dell’Abruzzo rappresentato nel dossier», evidenzia Di Marco, «elenca gli interventi non più derogabili, con l’invito alle autorità competenti nazionali e territoriali a rimuovere, una volta per tutte, i diversi e numerosi ostacoli presenti e ad intervenire, in modo risolutivo, per garantire quella sicurezza e qualità della vita che gli abruzzesi chiedono da tempo».
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