Longevi ma golosi I ricoveri? Troppi

L’Abruzzo è la Regione italiana con i conti migliori
PESCARA. Come siamo messi a salute? Benino, almeno dal lato dei conti, visto che il sistema sanitario regionale è tra i più sparagnini (effetto commissariamento), con una spesa pro capite nel 2012 (commissario era Gianni Chiodi) di 1.756 euro l’anno sulla media italiana di 1.816 euro, e un avanzo di bilancio (soldi dunque che restano in cassa) di 41 euro a testa contro i 18 euro di un italiano medio. Lo si scopre leggendo il Rapporto Osservasalute, un’approfondita analisi dello stato di salute della popolazione italiana, presentata ieri all’Università Cattolica, coordinata dal professor Walter Ricciardi, direttore dell’Osservatorio e frutto del lavoro di 195 esperti di sanità pubblica (referente per l’Abruzzo Tommaso Staniscia dell’università Chieti-Pescara).
Detta la buona notizia, ecco la cattiva: l’Abruzzo è la regione con il tasso maggiore di ospedalizzazione evitabile per gastroenterite nei bambini: 5,5 ricoveri per ogni mille bambini e ragazzi contro una media nazionale che è la metà. Vuol dire che siamo una regione di genitori ansiosi, visto che la gastroenterite è una malattia comune nei più piccoli, ma non abbiamo sul territorio un filtro sanitario efficace, medici di base in primis, che evitino troppi ricoveri inutili. Che restano alti anche per l’intero sistema sanitario regionale dove nel 2013 eravamo a 122,6 dimissioni ospedaliere per mille abitanti contro una media nazionale di 115,9.
Per il resto viaggiamo benino tra le medie regionali, con qualche problema. Per esempio, giacché è tema d’attualità, in ambito materno infantile. Nella gestione dei parti con taglio cesareo l'Abruzzo presenta una quota pari al 39,48% sul totale nel 2013, contro la media nazionale di 36,50%. Una quota comunque in diminuzione (-7,87%) rispetto al 2011 quando era del 42,85% contro un valore medio nazionale di 37,76%. Leggermente più alto della media il tasso di mortalità infantile, che nel triennio 2009-2011 è stato pari a 3,83 per 1.000 nuovi nati contro un valore medio nazionale di 3,23, con una significativa riduzione rispetto alla mortalità del triennio precedente (in cui il tasso era di 4,50). Il tasso di mortalità neonatale nello stesso periodo è stato di 2,76 per 1.000 contro un tasso medio di 2,34.
Dove stiamo bene è nella longevità. L’abruzzese medio campa come l’italiano medio e più a lungo se è donna. In Abruzzo i maschi hanno guadagnato 2,2 anni di vita dal 2002 al 2012 (gli anni guadagnati in media in Italia nello stesso periodo sono 2,4), passando da una speranza di vita alla nascita di 77,4 anni (valore medio italiano 77,2 anni) a una di 79,6 (valore medio italiano 79,6). Nello stesso arco di tempo le femmine hanno guadagnato 1,4 anni di vita (guadagno medio italiano 1,4 anni), passando da 83,2 anni (valore medio italiano 83,0 anni) a 84,6 (valore medio italiano 84,4 anni). Contrariamente alle apparenze, questa lusinghiera longevità non dipende dal consumo dei farmaci, che in Abruzzo è ancora troppo alto. Sempre nel 2013 la spesa pro capite per consumo di farmaci a carico del sistema sanitario abruzzese è stato di 204,3 euro (la media nazionale di 187,7 euro). I cittadini però spendono non poco di tasca propria per acquistare farmaci forniti dal sistema sanitario: infatti «se si osserva l'indicatore Spesa farmaceutica pro capite per ticket e compartecipazione, che esprime la spesa che il cittadino deve sostenere per accedere all'assistenza farmaceutica erogata dal servizio sanitario pubblico», si legge nel rapporto, «si vede che in Abruzzo ogni cittadino spende di tasca propria l'11,1% della spesa pro capite totale (valore medio italiano 12,8%)».
Qualche messa a punto va fatta sugli stili di vita. Gli abruzzesi mediamente mangiano troppo e sono troppo sedentari. Nel 2013, il rapporto ha registrato una percentuale di persone di 18 anni e oltre in sovrappeso pari al 35,3% (il valore medio nazionale è 35,5%). E una percentuale di obesi pari al 12,1% dei cittadini, a fronte di un valore medio italiano del 10,3%. Il dato resta preoccupante se guardiamo i minori: il 28,0% è in eccesso di peso (sovrappeso o obesi) contro un valore medio nazionale di 26,5%. Gli esperti dicono: se volete dimagrire mangiate meno e meglio e praticate attività fisica. Bene, per quanto riguarda la pratica di sport nel 2013 in Abruzzo il 20% della popolazione pratica sport in modo continuativo (valore medio italiano 21,5%); il 27,9% fa qualche attività fisica (valore medio nazionale 27,9%). In Abruzzo coloro che non svolgono alcuno sport sono il 44,3% della popolazione (la media nazionale è del 41,2%).
Per terminare un accenno all’utilizzo del web. Nel 2014 due Asl su 4 hanno utilizzato almeno un canale web (Twitter, Youtube, Facebook) per comunicare coi cittadini. Dato buono ma migliorabile.
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