Malati di tumore, bloccati i fondi per le parrucche: «Mai fatti i bandi per i rimborsi»

5 Gennaio 2026

La denuncia del consigliere Pd Blasioli (Nella foto): «Pronti da un anno 150mila euro, ma le Asl dimenticano gli avvisi. Una legge regionale mette a disposizione fondi per gli ausili ma è impossibile presentare le domande»

PESCARA. Stavolta, i fondi ci sono, 150mila euro; quello che manca sono i bandi delle quattro Asl abruzzesi, Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila, per presentare le domande e poi mettersi in fila con la speranza, legittimata da una legge regionale del 2021, di attingere fino a un massimo di 200 euro da quel fondo. «Sono fermi al palo i contributi per l’acquisto di parrucche e trattamenti per la dermopigmentazione nei malati oncologici», denuncia Antonio Blasioli, consigliere regionale del Pd che lancia un appello: «La nostra richiesta», dice insieme alla consigliera comunale di Pescara Michela Di Stefano, «è quella di pubblicare velocemente questi avvisi, che sono avvisi fotocopia dell’annualità precedente, trattandosi di rimborsi riferiti a spese effettuate nel 2024. Parliamo di rimborsi a famiglie fragili, spesso donne, che affrontano la malattia e anche il primo e più visibile cambiamento fisico, determinato dalla perdita dei capelli, è importante. Ricordiamo soprattutto che si tratta di rimborsi minimi riferiti a spese effettuate nell’anno precedente a quello di invio della domanda». Un segnale di vicinanza. «In questo caso», continua Blasioli, «parlando del bando 2025, ci riferiamo a spese del 2024. L’unica certezza è che i fondi c’erano e ci sono anche per l’annualità 2026».

Alla base di questo caso c’è una legge regionale, la numero 28 del 2021 per ristorare, «in minima parte», sottolinea Blasioli, «l’acquisto di parrucche e dei trattamenti di dermopigmentazione a contrasto dell’alopecia secondaria a seguito di trattamenti chemioterapici». «È una legge di cui sono onorato essere tra i primi firmatari», dice Blasioli, «assieme alla collega Marianna Scoccia e all’allora consigliere Fabrizio Montepara per venire incontro ai pazienti affetti da patologie oncologiche». Secondo Blasioli, «la possibilità di accedere al contributo per acquistare protesi tricologiche e sottoporsi a trattamenti di micropigmentazione del cuoio capelluto può essere un supporto concreto e significativo nel percorso di cura e ripresa della dignità personale. Dal 2025, per una modifica di cui mi sono fatto promotore, la legge copre anche i pazienti affetti da displasia ectodermica, una malattia genetica rara che fortunatamente riguarda meno di dieci casi in Abruzzo e che è particolarmente impattante per le stesse ragioni».

La legge, prima dell’entrata in vigore impugnata davanti alla Corte costituzionale per i vincoli del piano di rientro della sanità, è sopravvissuta alla burocrazia. Nel primo anno di attuazione, il bando affidato alle singole Asl è uscito alla fine del mese di dicembre con pochissimi giorni per fare domanda, salvo poi prorogare la scadenza. «Nel 2025», dice Blasioli, «nonostante la somma di soli 150mila euro sia stata prevista in bilancio, il bando non sembra essere uscito in nessuna Asl. Questi ritardi, ormai consueti, ci spingono a considerazioni politiche. La Regione Abruzzo dimentica, ancora una volta, i più fragili, i malati più gravi e tra questi in particolare le donne, oltre ad avere un atteggiamento migliorativo della norma. Occorre», spiega il consigliere Dem, «iniziare a pensare a modifiche normative che mirino a tenere aperti questi avvisi tutto l’anno e che aumentino la percentuale di rimborso delle parrucche. Il tetto di 200 euro è bassissimo e si giustificava come prima applicazione mentre ora non trova alcuna giustificazione. Non è stata data inoltre applicazione agli articoli che prevedono la nascita del progetto “Banca dei capelli” con la funzione di radicare la cultura della donazione. Ci aspettiamo», conclude il consigliere Pd, «una risposta pronta e celere da parte della Regione Abruzzo. È fondamentale garantire a tutti i pazienti oncologici abruzzesi la possibilità di accedere a questi importanti supporti, che contribuiscono a migliorare la loro qualità di vita durante un percorso di cura già molto difficile».