Malati di tumore in Abruzzo, ecco i dati città per città

La Marsica peggio di Bussi: dati critici per l’area Aielli-Cerchio-Collarmele, la zona del Tirino comunque su valori elevati. Male L’Aquila e Pescara
PESCARA. Non c’era solo la ricognizione dei debiti delle società partecipate tra i lavori che Luciano D’Alfonso aveva richiesto ai dirigenti, non appena arrivato alla presidenza della Regione. Proprio in questi giorni sulla scrivania del governatore è arrivata una ricognizione molto più importante, ovvero un quadro di quanti tumori hanno colpito i pazienti abruzzesi nel periodo 2004-2013. In pratica si tratta di un anticipo di quel Registro Tumori, un resoconto ancora più puntuale, che le linee guide del Ministero della Salute impongono di creare anche in Abruzzo, accanto a una rete capillare di “hospice” per i malati terminali.
Che ha cosa ha scoperto, dunque, l’Agenzia Sanitaria Regionale (Asr), spulciando i dati dei ricoveri ospedalieri? Ci sono zone di particolare criticità? In Abruzzo nel decennio che ci siamo lasciati alle spalle si sono registrati 80mila nuovi casi di tumori. In pratica, oltre 7 mila nuovi casi all’anno, una media che comunque sembra porre la nostra regione al di sotto della media nazionale. Cinque le aree in cui i numeri sono al di sopra della media regionale, per un totale di 17 comuni (vedi la cartina).

Il livello più basso di incidenza, considerando a 100 la media regionale, si registra invece a Tossicia, con un dato pari a 69, mentre quello più alto è ad Aielli e Collarmele, con 133. I 17 comuni al di sopra della media sono raggruppabili in cinque aree, oltre a Giulianova: l'incidenza è al di sopra dei 100 punti nell'area L'Aquila-Rocca di Mezzo; in quella costiera tra Pescara e Francavilla al Mare; in parte dell'entroterra della Marsica, con Avezzano, Celano e Cerchio; in quella di Carsoli-Oricola; in quella di Bussi-Popoli. Nello studio, voluto anche per approfondire le problematiche di salute nell'area della Valpescara interessata dalla cosiddetta discarica dei veleni della Montedison scoperta nel 2007, sono presenti, ovviamente, anche i dati relativi al Sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi: al di sopra della media regionale solamente Bussi sul Tirino (117) e Popoli (110), mentre gli altri nove comuni sono al di sotto; il dato è però inferiore rispetto alla media anche considerando complessivamente gli undici comuni ricadenti nel Sin.
«Per quanto riguarda l'area del Sin di Bussi», spiega il direttore dell'Asr, Amedeo Budassi, che ha realizzato lo studio assieme a Vito Di Candia, Maria Elena Flacco e Lamberto Manzoli, oltre a uno staff di nove persone dell’Agenzia stessa, «non è possibile ipotizzare un collegamento tra l'incidenza dei tumori e l'inquinamento ambientale. Tra l'altro non abbiamo avuto la possibilità di analizzare la sede dei tumori, cioè gli organi bersaglio, anche in relazione alle sostanze inquinanti; ci sarebbe da andare a verificare gli stili di vita e le condizioni in cui vivono i pazienti. E c'è da dire», sottolinea ancora Budassi, «che i numeri delle neoplasie non vogliono dire che la contaminazione non abbia portato ad altre patologie. In altre parole, allo stato attuale non è possibile confermare o escludere se l'inquinamento abbia portato ad altre conseguenze relative alla salute dei cittadini».
Nel sottolineare che il report è stato realizzato in «un mese, lavorando di gran carriera», il direttore dell'Asr conferma che il prossimo passo sarà l'istituzione del Registro dei tumori, che significa raccogliere tutta una serie di flussi di informazioni, elementi che andranno a costituire il Registro stesso».
Volendo ridurre all’osso le statistiche, scopriamo che ogni anno sei abruzzesi su mille si accorgono di essere ammalati di un tumore maligno. In particolare, come si diceva, grande attenzione andrà prestata ai tre adiacenti comuni della Marsica che presentano i dati più allarmanti, e cioè Aielli, Cerchio e Collarmele, più preoccupanti anche dell’area di forte osservazione formata da Bussi e Popoli.
Quanto ai capoluoghi di provincia, il dato peggiore si riscontra all’Aquila, seguita da Pescara, Chieti e Teramo, la migliore.
Lorenzo Dolce
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