Maltempo in Abruzzo, danni per cento milioni di euro

3 Aprile 2026

Migliaia di persone con i rubinetti a secco. L’allerta rossa rimane in vigore anche nella giornata di oggi. Crolla il ponte sul Trigno, c’è un disperso

VASTO. Il ponte squarciato dalla furia dell’acqua del Trigno è la ferita più evidente di questa gigantesca ondata di maltempo. Che solo in Abruzzo, stando alle stime iniziali, supera i 100 milioni di euro di danni. Il fiume ha spazzato via la strada al confine tra Abruzzo e Molise e, secondo la Procura di Larino, ha inghiottito un’auto. Perché pare che al momento del cedimento sulla statale 16 Adriatica passavano due veicoli, nonostante fossero state messe delle transenne. Un’auto ha attraversato. Della seconda non vi sono più tracce. Nell’abitacolo pare viaggiasse un uomo che dalla Puglia era diretto a Ortona. Nonostante le ricerche a terra e in mare, con mezzi aerei e sommozzatori, il disperso non si trova. In serata è stato lanciato un appello dai familiari di un 53enne pugliese che da ore non dà più notizie. Si tratta di Domenico Racanati, 53 anni. Tutto lascia supporre che si tratti dello scomparso finito nel fiume Trigno. La Procura molisana ha aperto un’inchiesta contro ignoti ipotizzando il reato di crollo colposo. A condurre le indagini è il procuratore Elvira Antonelli. Le ricerche proseguono anche oggi, concentrandosi soprattutto alla foce del Trigno, dove la piena ha trascinato i resti del ponte. Pochi minuti dopo il crollo è arrivato sul posto anche un furgone della ditta Vastopesca che è riuscito a fermarsi a pochi metri dal baratro. Il mezzo è poi tornato indietro, senza problemi.

Alle 11, su decisione delle Province di Chieti e Campobasso, per motivi di sicurezza è stato chiuso anche il ponte tra Montenero di Bisaccia e San Salvo. Il Governo, fanno sapere dal ministero dei Trasporti, è al lavoro e nel prossimo decreto Commissari sarà indicato il nome del commissario straordinario incaricato della ricostruzione del ponte sul Trigno, «con l’obiettivo di ridurre al minimo i tempi e ripristinare un’infrastruttura strategica per l’intera area».

Al momento le confinanti regioni di Abruzzo e Molise – dalla costa – possono essere raggiunte solo attraverso l’A14. Nel pomeriggio – e grazie alle intercessioni del senatore Etelwardo Sigismondi, del presidente della Regione, Marco Marsilio, e del senatore molisano Costanzo Della Porta – il ministero ha chiesto e ottenuto da Autostrade per l’Italia di sospendere il pagamento dei pedaggi nel tratto autostradale tra Termoli e Vasto Sud. Il vice premier e ministro Matteo Salvini ha fatto sapere di seguire «minuto per minuto» l’evolversi della situazione ed è in contatto con gli amministratori locali. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, sentiti i presidenti delle Regioni di Abruzzo (Marsilio) e Molise (Francesco Roberti), ha presentato la richiesta formale dello stato di emergenza nazionale. «Il governo Meloni è vicino alle comunità colpite» ha assicurato il ministro.

Ma intanto anche la A14 comincia ad avere problemi. Ieri sera alle 22 è stato chiuso il tratto compreso tra Val Vibrata e Roseto degli Abruzzi in direzione Pescara per eseguire urgenti lavori di sistemazione del manto stradale. Il tratto è stato riaperto oggi alle 6. Decine le strade chiuse in tutto l’Abruzzo. Danni ingenti a Pescara, dove le buche affiorano a ogni angolo.

Centinaia le persone fatte sgomberare dalle case sia in Abruzzo che in Molise. Diversi i sorvoli dei vigili del fuoco per individuare eventuali mezzi o persone in difficoltà. Ai vigili del fuoco di Vasto e Termoli si sono uniti i colleghi arrivati dai comandi di Modena, Latina, Frosinone e Ancona con mezzi di soccorso acquatico. A Montenero è stato salvato un automobilista rimasto intrappolato con l’auto nel fiume di fango provocato dall’esondazione del Trigno. Dalla mezzanotte del 31 marzo i pompieri hanno portato a termine 800 interventi tra Abruzzo, Molise e Puglia. Più colpite le province di Pescara e Chieti. Evacuazione di massa a Spoltore. Il capoluogo teatino fa i conti con la nuova emergenza in via Fieramosca, dove la carreggiata stradale sprofonda. La crepa corre lungo l’asfalto e si avvicina pericolosamente alle case. Una intera palazzina è stata sgomberata (15 persone). Saranno ospitate fino a martedì sia in albergo che nelle abitazioni comunali dei progetti di sostegno ai senzatetto, in attesa che siano valutate le condizioni dell'edificio. Il sindaco Diego Ferrara annuncia di essere pronto a chiedere lo stato di calamità naturale. Seguito dal collega di Pescara, Carlo Masci. In Molise portati a termine 218 interventi.

Il crollo della Fondovalle Treste ha creato non pochi problemi a Scerni. Isolato il paese di Fraine e così pure a Castiglione Messer Marino la struttura alberghiera in località Santa Maria del Monte. Effettuata l’evacuazione di sei persone con mezzo cingolato. A Schiavi d’Abruzzo il problema è la neve che in alcuni punti ha raggiunto i due metri. Isolate diverse frazioni. A Rosello parte del paese è stato colpito da un lungo blackout a causa della caduta dei tralicci. Anche Colledimezzo è isolato e alcune case sono senza gas. Interruzioni di corrente anche a Rocca Pia nell’Aquilano. Allagamenti a Pratola, Roccacasale e Raiano.

Sulla linea Pescara-Foggia, la circolazione dei treni sospesa mercoledì, per le avverse condizioni meteo e l’esondazione del fiume Osento, è tornata gradualmente verso la normalità dalle 14 di ieri, tra le stazioni di Porto di Vasto e Fossacesia. La riattivazione è stata possibile grazie all’intervento dei tecnici di Rfi che hanno ripristinato la piena efficienza infrastrutturale. La circolazione è ripresa con rallentamenti precauzionali, qualche ritardo e inevitabili variazioni sulle tabelle di marcia dei convogli.

La Protezione civile ha segnalato rotture anche alla condotta idrica Tavo sud, con conseguenti interruzioni nei comuni di Penne, Loreto Aprutino, Picciano, Collecorvino, Pianella, Moscufo, Cappelle sul Tavo, Montesilvano e Pescara colli. Trentamila le persone rimaste senz’acqua nella sola provincia di Pescara. Problemi anche alla sorgente Mascatore per una frana. Condotta rotta anche a Cellino Attanasio, nel Teramano, e problemi al depuratore di Pineto. A causa del maltempo e dell’evento eccezionale di piena che sta interessando il fiume Trigno, a causa della fuoriuscita del fiume dai propri argini e alla conseguente erosione della sponda nell’area demaniale sul fiume nel comune di Fresagrandinaria, si è verificata una seria e importante rottura dell’adduttore principale denominato Trigno. La piena ha travolto la condotta consortile e ha causato la rottura per un tratto di circa 60 metri della stessa. Sospesa l’erogazione per la zona industriale e tutta la riviera tra Vasto, San Salvo e Montenero.

E mentre l'Abruzzo è in ginocchio, il Centro funzionale d’Abruzzo dichiara allerta rossa anche per la giornata di oggi, terzo giorno consecutivo, con gravi rischi per il Sangro, l’Osento e il Sinello. La diga di Bomba resta l’osservata speciale: il lago ha raggiunto il livello di attenzione (con scarico di 296 metri cubi di acqua al secondo). In provincia di Chieti, dove la situazione è più critica, registrate precipitazioni eccezionali, con punte fino a 200 millimetri di pioggia in 48 ore e neve fino a 2 metri ad alta quota.

A Pescara, nella notte tra mercoledì e giovedì, il livello del fiume ha superato i livelli di allarme. Ci vorrà del tempo prima di tornare alla normalità, anche perché la pioggia è continuata a cadere per diverse ore anche ieri. Restano chiuse le golene nord e sud. L’area industriale è la più a rischio. Nello specifico, in zona Fater sono stati chiusi entrambi gli svincoli dell’asse attrezzato (da Pescara e da Chieti) e la rotatoria in uscita dall’asse. I residenti sono stati raggiungi dal Centro operativo comunale.

«Subito emergenza nazionale e interventi urgenti». Misure invocate dal deputato del Pd Luciano D’Alfonso. «È indispensabile procedere subito con una ricognizione puntuale e documentata delle criticità, coinvolgendo Comuni e Province. La Regione è chiamata a coordinare e trasmettere una richiesta chiara e motivata al Governo. Servono risposte immediate».

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