Marsilio: più soldi per la sanità, 10 Regioni sono con l’Abruzzo

Il governatore a Firenze porta avanti la «battaglia» per cambiare i criteri di distribuzione del Fondo sanitario.
«Dobbiamo porre fine a una ripartizione iniqua delle risorse, così i più piccoli si trovano in difficoltà»
PESCARA
La trattativa va avanti da mesi e, ha detto ieri il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, «è una discussione difficile, anche dolorosa e divisiva». Ma l’obiettivo è alto: «Una più equa ripartizione del Fondo sanitario». Per cambiare le regole e ancorare la distribuzione dei fondi per gli ospedali non più a un criterio demografico ma in base all’asprezza del territorio e alle esigenze della popolazione, Marsilio continua a cercare alleati e lo fa nel centrodestra e nel centrosinistra: fino a pochi giorni fa, quella che il governatore definisce «battaglia» era appoggiata da altre sei Regioni (Molise, Marche, Umbria, Basilicata, Calabria e Sardegna). Ora, il fronte si sta allargando: «Sono orgoglioso di poter dire che oggi circa dieci delle 15 Regioni a statuto ordinario condividono la proposta dell’Abruzzo per una più equa ripartizione del Fondo sanitario nazionale», ha detto Marsilio dalla 5ª edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome, inaugurata ieri a Firenze.
Durante la rassegna, si è riunita la Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e ha partecipato anche l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì. «Dobbiamo porre fine a una ripartizione iniqua delle risorse sanitarie», ha detto Marsilio, «che mette le Regioni più piccole e meno popolate in una condizione di oggettiva difficoltà nel garantire ai propri cittadini lo stesso diritto alla salute assicurato nei territori con milioni di abitanti e una densità demografica molto più elevata».
Il ragionamento del governatore è questo: curare una persona in un paese di montagna lontano dalla città costa di più rispetto a una zona densamente abitata e allora le Regioni costellate di piccoli comuni difficili da raggiungere devono avere più fondi. La proposta di Marsilio prevede l’introduzione di una quota di riequilibrio strutturale pari all’1,5% del Fondo indistinto, da distribuire secondo 5 parametri: invecchiamento della popolazione, presenza di aree interne, declino demografico, bassa densità abitativa e condizioni di deprivazione economica e sociale.
È una partita complicata che vale una montagna di soldi pubblici: all’Abruzzo sono concessi quasi tre miliardi di euro, una dote di fondi che il presidente FdI vorrebbe aumentare. Per il triennio 2026-2028, l’Abruzzo può contare su 2.802.367.817 euro ogni anno e un terzo serve per il personale della sanità.
Alla fine del 2025, la Conferenze delle Regioni a presidenza Massimiliano Fedriga aveva approvato la proposta, lanciata dall’Abruzzo, di commissionare uno studio a docenti e centri di ricerca universitari «con comprovata esperienza nella materia dei costi sanitari» per individuare «un modello di riparto più equo e sostenibile» da sottoporre poi al governo Meloni.
Ora Marsilio va avanti su questa strada anche se le Regioni più ricche non vogliono cedere. Il presidente deve costruire una sponda più larga possibile per presentarsi al governo amico e pretendere una redistribuzione del Fondo sanitario: «Faremo ogni sforzo per trovare un’intesa anche con le altre Regioni», ha detto Marsilio, «individuando una mediazione che ci consenta di presentarci davanti al governo con una proposta unitaria. Il nostro obiettivo è superare gli squilibri che penalizzano i territori meno popolati e garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione in cui vivono, pari opportunità di accesso alle cure».
Il Festival delle Regioni e delle Province autonome si è aperto ieri in piazza Santa Croce: la manifestazione proseguirà oggi con la cerimonia istituzionale di apertura nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio: ci sarà anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel pomeriggio, incontro tra i presidenti delle Regioni e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, su politiche di coesione e nuova programmazione europea. La tre giorni si concluderà domani con il confronto tra i presidenti delle Regioni e i rappresentanti del governo sulle scelte strategiche per gli investimenti nei territori.
