Maternità, chiesta la revisione dei dati

17 Luglio 2015

L'AQUILA. Una rivalutazione dei criteri individuati per la chiusura dei Punti nascita di Ortona e Atri e individuati nel documento tecnico redatto dal Cpnr (il Comitato punti nascite regionale) lo...

L'AQUILA. Una rivalutazione dei criteri individuati per la chiusura dei Punti nascita di Ortona e Atri e individuati nel documento tecnico redatto dal Cpnr (il Comitato punti nascite regionale) lo scorso dicembre, sulla base del quale la Regione ha poi indicato i quattro Punti nascita "non sicuri" che dovranno chiudere, tramite decreto commissariale (anche Penne e Sulmona). A chiedere il riesame dei dati con i quali sono state assunte le precedenti decisioni di chiusura delle strutture, sono stati i due medici entrati da poco a fare parte del Cpnr, Manuela Mucci per Ortona e Guido Malvezzi per Atri.

Il Comitato si è riunito per la seconda volta dopo la convocazione del 27 maggio, su sollecitazione dell'opposizione regionale di centrodestra e alla presenza anche dell'assessore alla Sanità Silvio Paolucci. zIl Punto nascita di Ortona ha tutti i requisiti per restare aperto», spiega la Mucci in riferimento ai parametri sotto ai quali si rischia la chiusura: numero di parti fra 500 e mille; la presenza di sale travaglio parto; numero di accessi di donne tra i 15-45 anni. Una vera lettura dei dati, secondo quanto hanno sostenuto i due specialisti, scongiurerebbe la chiusura. C’è invece la volontà di portare avanti una riorganizzazione di più ampio respiro del sistema sanitario regionale.

I tempi di una risposta da parte del coordinatore del comitato, Angelo Muraglia, sono, però, davvero brevi: la data della dismissione per Ortona è il 31 agosto (a novembre per Atri e Penne). E sulla chiusura dei Punti nascita sono attese le sentenze dei giudici del Tar. Quella per Atri dovrebbe arrivare l'8 settembre prossimo, più lunghi i tempi per gli altri due: in ogni caso, l'operatività del decreto scatterà prima.

Marianna Gianforte

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