Mirò, esposto in procura e ricorso al Tar

29 Agosto 2018

Chieti, riparte la battaglia delle associazioni ambientaliste e degli esercenti contro la struttura a un passo dal fiume

CHIETI. Nuovo ricorso al Tar e nuovo esposto in procura contro il parco commerciale Mirò. Mentre sembrano ormai partiti i lavori per la realizzazione dell’intervento edilizio, a un passo dal centro commerciale Megalò di Chieti Scalo e dalle rive del fiume Pescara, riparte anche la battaglia contro la cementificazione dell’area che vede sullo stesso fronte ambientalisti e commercianti. Scendono in campo Wwf, Confcommercio, Confesercenti e Cna, rappresentati dai responsabili territoriali Nicoletta Di Francesco, Marisa Tiberio, Marina De Marco e Andrea Buffone, preoccupati per i contraccolpi sia ambientali (i nuovi negozi sorgerebbero troppo vicini al fiume) che commerciali. Le associazioni hanno dato mandato all’avvocato ambientalista Francesco Paolo Febbo di preparare un nuovo ricorso al Tar sulla scorta di quello presentato dalla Regione contro la voltura dei permessi alla nuova proprietà, la Sile di Bergamo, decisa dalla conferenza dei servizi di Cepagatti del 18 aprile. Il fronte anti-Mirò non riesce a spiegarsi come dopo le valutazioni del comitato Via che sembravano bloccare l’intervento, la conferenza dei servizi abbia dato l’ok al costruttore anziché bloccare l’opera.
«Secondo la Regione», dice la Di Francesco, «la conferenza dei servizi ha violato o falsamente applicato diversi articoli di legge, nonché ogni norma in materia di valutazione di impatto ambientale. La Regione, inoltre, ha ribadito quello che il Wwf e le associazioni dei commercianti sostengono da sempre, cioè che il giudizio di improcedibilità delle precedenti valutazioni positive con prescrizioni del Via è pienamente efficace. Il che vuol dire che i permessi sono scaduti e lì non si può costruire. Il nostro ricorso, dunque, va ad appoggiare quello già presentato dalla Regione. Inoltre, ricorreremo al Tar anche contro i provvedimenti dello Sportello unico delle attività produttive Chietino-Ortonese che si è a sua volta basato sulle farraginose conclusioni della conferenza dei servizi». Non basta, sulla scorta di quanto si evidenzia nel ricorso al Tar, è stato depositato anche un esposto in procura, per chiedere di fare luce su possibili responsabilità di tipo penale. La denuncia è stata presentata alla procura di Pescara, visto che prende le mosse dalla conferenza dei servizi di Cepagatti, sul cui territorio comunale ricade la maggior parte dell’intervento edilizio progettato dall’ingegner Domenico Merlino. Le associazioni hanno richiesto anche l’audizione urgente di due ingegneri del Genio Civile, nelle cui dichiarazioni rese nella conferenze dei servizi emergerebbero evidenti contraddizioni e contrasti con atti precedenti. Anche grazie a queste dichiarazioni la conferenza dei servizi si è poi chiusa con il parere favorevole alla voltura dei permessi.