Nacque centodieci anni fa, è il più amato degli Appennini

15 Luglio 2018

Il 28 giugno 1908 venne inaugurato a cura della sezione di Roma del Cai un nuovo rifugio che con il consenso di Luigi Amedeo di Savoia fu intitolato “Duca degli Abruzzi”. Da più di 20 anni il Gran...

Il 28 giugno 1908 venne inaugurato a cura della sezione di Roma del Cai un nuovo rifugio che con il consenso di Luigi Amedeo di Savoia fu intitolato “Duca degli Abruzzi”.
Da più di 20 anni il Gran Sasso aveva un rifugio situato nella cosiddetta Conca d’oro a ridosso del Corno Grande a 2.200 m di altitudine, appena sufficiente per le escursioni estive, inadatto per quelle invernali: si tratta del Rifugio Garibaldi sul Piano Pericoli. Fu così decisa la costruzione di un rifugio nuovo, che sorge in posizione eminente a 2.400 m, sulla cresta che parte a est dal Monte Portella. Questa ubicazione richiese uno studio approfondito sulla robustezza e dimensioni più adatte.
Il rifugio gode di un panorama a 360° su tutto il Gran Sasso, la Majella, il Velino-Sirente, l’altopiano delle Rocche e la Valle dell’Aterno dove sorge l’Aquila. Alla cerimonia si racconta che intervennero 30 soci del Cai di Roma che partirono in ferrovia fino a Paganica, poi ad Assergi e salirono per il Passo della Portella fino al rifugio. La sera dormirono al rifugio circa 40 persone.
Il rifugio è appunto di proprietà del Cai di Roma ed è situato a 2.388 m nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga , al ridosso del Corno Grande e delle principali vette del massiccio. È stato recentemente ristrutturato e ampliato (un piano superiore). Il 23 settembre 2007, alla presenza del Presidente Generale del Club Alpino Italiano, dott. Annibale Salsa e dei Presidenti delle Sezioni del Cai di Roma e dell’Aquila, è stato di nuovo inaugurato il rifugio “Duca degli Abruzzi”.
Il rifugio dispone oggi di 24 posti letto, con cucina, bagno e riscaldamento. Si raggiunge solo a piedi con 40 minuti di facile cammino da Campo Imperatore, oppure da Prati di Tivo con una splendida traversata di quattro ore. È un ottimo punto d’appoggio per escursioni e scalate sulle tre vette del Corno Grande e per le traversate della Val Chiarino, Val Maone e Venacquaro.
Nel 2016 è risultato tra i rifugi più amati in Italia. È il risultato del concorso "Il rifugio del cuore", promosso dalla testata Meridiani Montagne con il patrocinio del Centro alpino italiano e in collaborazione con il quotidiano La Stampa. L'iniziativa, giunta alla seconda edizione, ha proclamato il rifugio abruzzese come primo dei non alpini e quinto assoluto, dietro a "Quinto Alpini – Guido Bertarelli" (2.400 m in quota in Alta Valtellina), risultato vincitore, "Luigi Brioschi", "Elisabetta Soldini Montanaro" e "Mario Del Grande – Remo Camerini".
I parametri di valutazione includevano la bellezza delle montagne circostanti, il valore storico della struttura, la particolarità delle escursioni a disposizione, l'accoglienza del gestore (cucina, pulizia attività per bambini) e, ovviamente, il ricordo personale.
Gli attuali gestori sono Luigi D'Ignazio e Carlotta Bonci, coppia di Pietracamela (Teramo).