Nel mirino sindaci e furbetti del post sisma
L’AQUILA. Comuni spendaccioni, amministratori che acquistano smartphone di ultima generazione a spese dell'ente, vigili urbani che intascano i proventi delle contravvenzioni, ma soprattutto i fiumi...
L’AQUILA. Comuni spendaccioni, amministratori che acquistano smartphone di ultima generazione a spese dell'ente, vigili urbani che intascano i proventi delle contravvenzioni, ma soprattutto i fiumi di denaro destinati alla ricostruzione post terremoto spesso finiti dove non dovevano. È la fotografia scattata dalla Corte dei Conti in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Nella relazione il procuratore Maurizio Stanco ha ammonito chi gestisce la cosa pubblica. Sono 52 le citazioni in giudizio depositate nel 2015 dalla Procura regionale. Un dato «che rappresenta la vetta più elevata raggiunta dalla sua istituzione risalente all'anno 1994», ha ricordato. Tra queste, sono state citate quelle relative alla ricostruzione, come il caso dell'ex albergo fatiscente di Campotosto al quale erano stati assegnati indebitamente due milioni e mezzo di euro. Nella relazione inaugurale dell'anno giudiziario del presidente della Sezione giurisdizionale Federico Pepe, è emerso inoltre che sono state 365 le deliberazioni emesse nel corso del 2015 dalla Sezione di controllo della Corte dei Conti, mentre sono stati 285 i provvedimenti esaminati nell'ambito del controllo preventivo di legittimità. Alla magistratura contabile è stata poi attribuita una nuova tipologia di controllo, «che prevede», ha spiegato Pepe, «che la Corte dei Conti effettui verifiche a campione, anche tramite la Finanza, sulla regolarità amministrativa e contabile dei pagamenti effettuati e sulla tracciabilità dei flussi finanziari a essi collegati relativi alle erogazioni dei contributi» per la ricostruzione post terremoto. Nel dettaglio sono 34 i giudizi di responsabilità pendenti al primo gennaio 2015.
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