No-triv, l’Abruzzo in prima linea a Roma «Ma lì tirano dritto»

16 Ottobre 2014

Esito deludente: «Faranno solo piccole modifiche al decreto Sblocca Italia». E dai vescovi Ceam arriva un’altra censura

PESCARA. L’Abruzzo in prima linea nella giornata no-triv organizzata ieri a Roma dalle associazioni ambientaliste. In centinaia, secondo gli organizzatori in trecento, sono partititi per partecipare a al sit-in contro il decreto “sblocca Italia” davanti alla Camera dei deputati a Montecitorio.

Cartelli, slogan, e cortei per dire no alle richieste di concessioni di ricerche di idrocarbueri in tutta Italia, ma in particolare in Adriatico dove tra Abruzzo e Molise la superficie oggetto di interesse delle multinazionali del petrolio, con 16 tra titoli e istanze, è attualmente di 470mila ettari.

Una protesta alla quale nei si aggiunge la nuova presa di posizione della Ceam (Conferenza episcopale Abruzzo Molise). Dalla Ceam, che non è nuova ai problemi petroliferi e che a suo tempo si è espressa anche contro il Centro Oli di Ortona, l’insediamento della piattaforma offshore Ombrina e dell’impianto di estrazione di gas a Bomba, è attesa una nuova condanna verso i progetti che distruggono il creato.

Ieri, parte dei manifestanti abruzzesi è arrivata nella capitale con tre pullman partiti da Pescara, Lanciano e Giulianova; tanti altri autonomamente in automobile. Circa 180 a livello nazionale le associazioni e i comitati che hanno partecipato all'iniziativa.

Presenti anche il Movimento 5 Stelle, con i deputati Gianluca Vacca e Andrea Colletti, e Sel, con Gianni Melilla. «La maggioranza e il governo», racconta Vacca, «sono sordi di fronte ai “comitatini”, come li ha definiti Renzi, che non sono stati neanche ricevuti dal presidente della commissione Ambiente alla Camera, Ermete Realacci, il quale li ha ascoltati per pochi minuti. La verità è chiara e il decreto resterà quello; al massimo saranno apportate piccole modifiche che non cambieranno la sostanza».

Secondo il deputato pentastellato «non hanno buone possibilità» neppure gli emendamenti contro Ombrina mare presentati dai parlamentari abruzzesi. «Sto facendo pressione», dice Vacca, «ma da quanto ho capito ci sono molte resistenze».

«Gli abruzzesi sono stati almeno 300», sostengono gli attivisti del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, «e ha fatto piacere vedere una tale partecipazione. Tra l'altro hanno partecipato alla manifestazione anche tanti abruzzesi che studiano o lavorano a Roma. Ci chiediamo che cosa voteranno i deputati abruzzesi che in Abruzzo dicono no allo “Sblocca Italia”. Saranno coerenti o seguiranno Renzi?», si chiedono al Forum acqua.

A margine della manifestazione di Roma interviene anche il deputato abruzzese di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano facendo notare come alla Camera ieri poteva essere discusso il suo emendamento e quello del Movimento 5 Stelle volti a bloccare gli insediamenti petroliferi. «Ma fino adesso né i parlamentari di centrosinistra né il presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, al di là di sterili dichiarazioni demagogiche hanno fatto sentire la propria voce o si sono attivati per sostenere questa battaglia», aggiunge.

«I cittadini abruzzesi si mobilitano come possono e con il massimo impegno contro il decreto Sblocca-Italia, arrivando fino a Montecitorio», rileva in una nota Di Stefano, «nessuno in Abruzzo è favorevole alla trivelle in adriatico. Ma poi nei fatti c’è chi si mobilita e protesta come può, chi in Parlamento assume iniziative per impedirlo e chi invece si chiude in un assordante silenzio».

(cr.re.)

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