«Noi difendiamo il risparmio abbiamo i numeri per farlo»

Rimodulata l’operazione salvataggio per escludere l’accusa degli aiuti di Stato Ritorno alla normalità: erogati crediti per 300 milioni a pmi abruzzesi
di Mauro Tedeschini
PESCARA
«Noi i risparmiatori li abbiamo difesi e li difenderemo fino alla morte: abbiamo già rimborsato obbligazioni subordinate emesse dalla vecchia Tercas per 132 milioni di euro e continueremo a farlo anche in futuro, senza ombra di dubbio». Gianluca Jacobini, numero uno del gruppo Tercas-Caripe, alza la voce per rivendicare il successo del salvataggio del più importante gruppo creditizio abruzzese, formalizzato dalla Popolare di Bari 450 giorni fa, ma perfezionato negli aspetti più delicati solo nelle ultime settimane. C'era da convincere l'Unione Europea della correttezza dell'intervento, rimodulato in corsa secondo tecnicismi che mettessero al riparo dall'accusa di avere fruito di aiuti pubblici: il tutto per evitare che anche a Teramo andassero in fumo i risparmi di chi a suo tempo aveva sottoscritto le famose "subordinate", come purtroppo sta accadendo con i quattro istituti attualmente in via di risoluzione, fra i quali Carichieti e Popolare dell'Etruria.
«E' stato un lavoro lungo e difficile, in cui abbiamo avuto al fianco la Banca d'Italia, il ministero dell'Economia e tutto il sistema bancario, ma alla fine è stata trovata una soluzione», sospira Jacobini. Ma quel che preme al giovane banchiere è sottolineare che Tercas-Caripe oggi è un gruppo che gode di grande solidità .
Jacobini rivendica anche il ritorno alla normalità nella gestione del gruppo: «Quest'anno abbiamo erogato crediti per 300 milioni a piccole e medie imprese abruzzesi, riprendendo un filo che si era interrotto, e stiamo per chiudere un bilancio con una gestione industriale positiva. Certo, è presto per sapere quale sarà il risultato finale, perché questo dipenderà dall'entità degli accantonamenti che decideremo di fare, ma sicuramente terremo una condotta molto prudenziale, come stanno facendo tutte le banche serie in questi anni».
Jacobini glissa quando gli si chiede un giudizio sul management delle quattro banche entrate in crisi, di cui tanto si parla in questi giorni.
Ad assistere Tercas-Caripe ha lavorato uno stuolo di avvocati, concentrati in due studi milanesi: Santamaria e Riolo&Calderaro&Crisostomo.
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