Nomine di D’Alfonso, è scontro

Gatti (Fi): «Sono illegittime». D’Alessandro (Pd): non è vero, vizio sanabile
PESCARA. Sono illegittime le nomine del governatore Luciano D’Alfonso di assessori, dirigenti e rappresentanti delle aziende partecipate della Regione? Secondo Forza Italia sì e le nomine sarebbero quindi da rifare, a partire da quella del commissario dell’Ater di Lanciano. Secondo Camillo D’Alessandro, consigliere regionale Pd sceso in campo in replica a Fi, si tratta invece solo di un vizio procedurale facilmente sanabile, che ha tra l’altro ribadito le funzioni e le prerogative «preminenti» del governatore.
A sollevare il caso sono stati i consiglieri regionali di Forza Italia, Paolo Gatti e Lorenzo Sospiri, che – insieme ai loro colleghi Gianni Chiodi, Mauro Di Dalmazio, Giorgio D’Ignazio, Emilio Iampieri e Mauro Febbo – avevano chiesto un parere di legittimità al Collegio regionale delle garanzie sul decreto del presidente della Regione (D.P.G.R. n. 34 dell'8 aprile 2016). Il decreto con il quale D'Alfonso ha avocato a sé le funzioni non espressamente conferite al vice-presidente e assessori, designazioni di incarichi dirigenziale della giunta e dei rappresentanti degli organi amministrativi di vertice di enti. «Il Collegio ha dato ragione al centrodestra: D'Alfonso deve rispettare le regole e non può derogare alle leggi regionali nell'operare le nomine», afferma Gatti, «il Collegio afferma che dovrebbe togliere la delega ai suoi assessori a cui spetta il potere di proposta».
Se così fosse, scatterebbe un rimescolamento generale. Ma D’Alessandro mette le mani avanti: «La lettura di Fi non corrisponde a verità, è parziale e superficiale. Il Collegio ha più semplicemente confermato la possibilità per il presidente di riassumere su di sé il potere di proposta, affidando alla giunta come organo collegiale la decisione finale».

