Ogni anno settemila denunce, 200 licenziati

12 Febbraio 2016

Il nuovo decreto Madia punta ad accelerare i tempi del provvedimento: da 102 giorni a due

ROMA. Chi timbra e se ne va verrà sospeso dal posto e dallo stipendio entro 48 ore e la sanzione potrà comportare il licenziamento entro 30 giorni e la denuncia alla Procura della Corte dei conti. Questi i punti centrali del decreto legislativo firmato dal ministro Marianna Madia contro i cosiddetti “furbetti del cartellino” della Pubblica Amministrazione, che il premier preferisce chiamare «truffatori» ricordando i casi di Sanremo e le recenti cronache di Roma. Il provvedimento è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 20 gennaio scorso. Nello stesso decreto si prevede che il dirigente che non adotti provvedimenti disciplinari possa rischiare li stesso sanzioni. Per il governo si tratta di passare da una media di 102 giorni per il licenziamento, tanti sono oggi necessari stando alle ultime statistiche della Funzione pubblica, a 30. Sotto la lente dell’esecutivo la falsa attestazione della presenza in servizio, con l'ipotesi di mettere subito fuori dall'ufficio chi viene colpito in flagrante. Finti malati, furbetti del cartellino, professionisti dello sciopero bianco erano da tempo nei pensieri dell'esecutivo l’ultimo caso della Capitale, con protagonisti alcuni custodi del Museo delle Arti e delle Tradizioni popolari, ha probabilmente rappresento il fatto limite che ha fatot muovere il governo. Come detto, oggi l'iter disciplinare dura in media più di cento giorni e non sempre l'azione disciplinare viene portata a termine: su sette mila procedimenti aperti ogni anno quelli che portano all'interruzione del rapporto di lavoro sono poco più di 200, di cui un centinaio per assenteismo. Per il governo c'è in gioco la «credibilità» della Pubblica Amministrazione e i dipendenti che falsificano le presenze la «distruggono». Accorciare i tempi, rispetto a quanto previsto dalla legge Brunetta, non è però la sola soluzione, dovrebbe arricchirsi anche la casistica delle situazioni punibili, con un focus sulle assenze reiterate (sempre di lunedì o venerdì) e su quelle di massa, quando di colpo mancano all'appello gran parte dei dipendenti di un singolo ufficio, dipartimento o corpo. Ma non basterà, c'è anche da rivedere la responsabilità del dirigente in materia e magari concedere poteri speciali quando il dipendente viene colto in flagrante.