«Ombrina, il governo ritiri l’autorizzazione»

20 Dicembre 2015

Wwf Abruzzo: dall’esecutivo ci aspettiamo un atto concreto per bloccare il progetto Rockhopper

CHIETI. «Ombrina torna a essere solo un pesce? Allora il Governo ritiri subito l'autorizzazione concessa in conferenza dei servizi al progetto offshore». Lo chiede il Wwf Abruzzo prendendo spunto dalla frase pubblicata sulla propria pagina Facebook dal presidente della commissione ambiente e lavori pubblici della Camera dei deputati Ermete Realacci: l'esponente del Pd riferisce di una telefonata nella quale Claudio De Vincenti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri ed ex viceministro dello Sviluppo economico, gli avrebbe confermato che il progetto petrolifero nei fatti non gode più del sostegno del governo. «Secondo quando riferito da Realacci, e indirettamente da De Vincenti» fa osservare il Wwf in una nota «il Governo sarebbe dunque orientato a dare un definitivo stop a questo assurdo e complesso progetto offshore ovvero (piattaforma di trivellazione con annessa nave di desolforizzazione), che metteva a rischio i delicatissimi ecosistemi dell'Adriatico. Il Wwf chiede a questo punto che il Governo sia conseguente e ritiri subito l'autorizzazione concessa nella Conferenza dei Servizi. L'Associazione ha sempre sostenuto anche con atti concreti, come i ricorsi al Tar, che Ombrina Mare era da non autorizzare perché la concessione di coltivazione entra in conflitto con la tutela dell'ambiente e delle economie del mare e del territorio. Non è del resto un caso - prosegue il Wwf - se l'intero Abruzzo è sceso più volte in piazza, col Wwf sempre in prima linea, per ribadire di aver scelto per sé un futuro verde e mai più nero petrolio».