Ora le guardie mediche possono evitare il salasso

Dopo la sentenza del giudice del lavoro l’assessore incontra i sindacati Paolucci: «Pronti a sospendere il recupero». Campanelli (Fimmg) è ottimista
PESCARA . Segnali di disgelo tra la Regione Abruzzo e le guardie mediche. Sono quelli che giungono dall’incontro che si è svolto ieri, con la partecipazione dell’assessore alla sanità, Silvio Paolucci, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali di categoria, e durante il quale è emersa la volontà, da parte della Regione, di verificare se ci sono le condizioni per sospendere le richieste di pagamento recapitate di recente ai medici. Il riferimento è alla vertenza che vede al centro i medici di continuità assistenziale ai quali, dopo una richiesta di chiarimenti giunta dalla Corte dei conti, la Regione ha sospeso l’erogazione dell’indennità di rischio e chiesto la restituzione di delle somme erogate a questo titolo negli ultimi dieci anni. Una circostanza che si è tradotta nell’invio di cartelle di pagamento che in alcuni casi sfiorano i 70mila euro.
L’indennità, come hanno sostenuto i medici in questi mesi, è stata pagata in maniera del tutto legittima, perché fa parte di un accordo, come ha stabilito anche la prima sentenza emessa dal giudice del lavoro di Chieti. Sentenza alla quale potrebbero seguirne altre, alimentando un contenzioso infinito e dai risvolti tutt’altro che prevedibili per la Regione. Ieri, dunque, il primo segnale dopo mesi di chiusura. «Per la prima volta», ha detto Sandro Campanelli, segretario regionale di Fimmg Continuità Assistenziale, «c’è un cambiamento di percezione sulla problematica da parte della Regione, e dell’assessore Paolucci, in particolare. Fino a oggi, infatti, solo una chiusura netta, su tutta la linea. Evidentemente, alla luce di questa sentenza è stata ritenuta opportuna una riflessione. Il problema», secondo Campanelli, « è complicatissimo e si innesta sull’errore iniziale da parte della Regione, con la risposta che ha dato alla Corte dei conti, quando la Procura ha chiesto chiarimenti. È chiaro che il vulnus sta lì. Oggi, dopo la sentenza di Chieti, viene il dubbio che qualche ragione ce l’abbiamo. Finalmente è emersa la volontà di non perseguitarci. Ora la Regione dovrà fare le sue valutazioni con i tecnici».
«La volontà della Giunta regionale», conferma l’assessore Paolucci, «è quella di procedere alla sospensione delle procedure di recupero, nelle more di una determinazione della legittimità o meno dell’indennità in questione. Ovviamente il provvedimento va motivato bene, ma va anche evitato che si possa avviare un’azione di recupero verso i medici, e poi ulteriori azioni legali. È da ricordare ancora una volta che questa Giunta si è trovata costretta a provvedimenti in autotutela per atti lontani del tempo e per i quali questo Governo non porta alcuna responsabilità ma semmai ha subito strumentalizzazioni davvero ingiustificate. Ringrazio l’equilibrio delle rappresentanze sindacali per il lavoro fatto insieme in tutti questi mesi.

