Parisi: bene l’unità nel centrodestra ma non a tutti i costi

21 Novembre 2016

Il leader di Energie per l’Italia alla manifestazione forzista «Non si può fare un’alleanza elettorale senza programma»

PESCARA. “Sinergie per l’Italia” è rimasto solo sullo sfondo. Stefano Parisi, a Pescara per la campagna referendaria di Forza Italia, non ha parlato del nuovo movimento lanciato venerdì a Torino. Tutta l’attenzione l’ha riservata al referendum costituzionale sul quale l’ex direttore di Confindustria e ormai ex delfino (in pectore) di Silvio Berlusconi è convintamente schierato per il No. E lo stesso Berlusconi ha evitato di citare il manager romano nel messaggio di saluto inviato al coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano (e in un’intervista la Quotidiano Nazionale ha scandito: «Il dottor Parisi ha appena annunciato la creazione di un suo movimento politico. Immagino che si occuperà di questo. Mi auguro che riesca a tradurre in atto il proposito, da lui spesso annunciato e che io ho atteso per mesi, di coinvolgere in politica parti della società civile che per il momento ne sono lontane»).

Sala piena ieri in Comune a Pescara per l’iniziativa forzista con Parisi e l’europarlamentare Antonio Tajani. Molti i sindaci («sono la bandiera del centrodestra», ha detto Pagano), tra cui Maurizio Brucchi di Teramo, Francesco Maragno di Montesilvano, Umberto Di Primio di Chieti. E poi l’ex governatore Gianni Chiodi, la senatrice Paola Pelino (che ieri festeggiava il compleanno), l’ex senatore e coordinatore dei comitati per il No Andrea Pastore («Questa riforma è un papocchio, il paese chiede semplificazione ma Renzi ha aggravato le procedure»), il segretario provinciale di Forza Italia Carlo Masci («quelli del Sì vogliono modificare il patto sociale»). Assente l’ala ex An di Forza Italia, ad eccezione del consigliere regionale Emilio Iampieri. Per Parisi il fronte del No «non è un'accozzaglia», come ha detto Renzi, «ma non è neanche una coalizione, perché le differenze vanno sottolineate», ha aggiunto.

E se va certamente ricercata l’unità del centrodestra (molti gli appelli negli interventi a Pescara), Parisi ha anche sottolineato che «dietro l’unità con Fratelli d’Italia e Lega, perdiamo le nostre radici». Radici «liberali» nelle quali cresce la «cultura del rispetto». «Non si può fare l’unità solo per fare le elezioni», ha spiegato, «se poi non siamo di governare perché i programmi non esistono». Tajani ha confermato che Forza Italia punta su una legge elettorale proporzionale «dopo la auspicata vittoria del No» perché «sono cambiati i tempi. Ci sono almeno 3 poli più l'astensionismo, quindi col maggioritario si rischia di far vincere chi non avrà mai almeno la metà dei consensi. Non ci vedo nessuna contraddizione in questo cambio di strategia. Con una vera legge proporzionale« ha proseguito Tajani «si potrà rende merito alla volontà popolare, e a quel punto nel centro destra, è idea mia, sarà possibile parlare di alleanza di coalizione anche con Salvini, FdI, e Parisi. Ncd? Se non vogliono andare a sinistra, per me sono i benvenuti».