Parto indolore, crescono le richieste a Chieti

21 Giugno 2014

Il servizio al Santissima Annunziata è gratuito e attivo anche di notte. Nel 2014 eseguiti già 144 interventi

CHIETI. L'esigenza di poter ricorrere al parto indolore è sempre più avvertita anche in Abruzzo. E se da un lato le difficoltà sono ancora tante, legate soprattutto alla carenza di personale e formazione, dall'altro esistono realtà che si danno da fare per fornire il servizio. E' il caso dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti, come afferma Elisa Fabbri, responsabile del servizio di partoanalgesia. «Da noi il servizio di parto indolore è gratuito», assicura, «ed è attivo anche di notte e nei festivi attraverso la reperibilità di un medico anestesista: ogni notte ce n'è uno reperibile. Di giorno invece abbiamo il turno attivo in ospedale. Siamo noi che ci siamo adoperati caricandoci di questa reperibilità ulteriore, ma siamo in attesa che la situazione possa migliorare con nuovo personale, anche perché facciamo circa 1600 parti l'anno, compresi i cesarei, e le richieste di parto indolore sono salite parecchio». Ecco i numeri del reparto teatino: sono stati 144 i parti in epidurale da gennaio di quest'anno, 261 quelli eseguiti nel 2013. «In attesa di avere la guardia attiva notturna», continua la Fabbri, «la facciamo in reperibilità. La Asl è stata sensibile a questo progetto fin dal 2012 e ha assunto degli anestesisti, ma siccome abbiamo sempre qualcuno in malattia o maternità, attualmente non siamo ancora riusciti ad attivare la guardia attiva notturna». Flavia Petrini è direttore dell'unità operativa di anestesia, rianimazione e terapia del dolore e direttore della scuola di specializzazione di anestesia e rianimazione dell'università D'Annunzio, gli altri anestesisti (11 in tutto dedicati alla partoanalgesia) sono ospedalieri. «Le donne in gravidanza hanno un unico obiettivo», afferma la Petrini, «ed è quello di mettere al mondo un figlio in sicurezza e senza soffrire troppo. Senza nulla togliere alle strategie non farmacologiche, la medicina basata su studi scientifici incontestabili considera quella perimidollare (ndr tecnica epidurale) la forma più efficace di analgesia in corso di travaglio di parto, in grado di non interferire con la fisiologia del travaglio stesso». Per avvicinare le gestanti che lo desiderano a questa opzione, l'unità operativa complessa diretta dalla Petrini, ha predisposto un percorso formativo che vede coinvolti ginecologo, ostetrica, anestesista e neonatologo. «Abbiamo un ambulatorio dedicato per visitare tutte le pazienti che vogliono fare il parto indolore», spiega la Fabbri, responsabile del servizio, «le visitiamo intorno alla 35esima settimana, facciamo loro un colloquio in cui spieghiamo come funziona, poi le gestanti hanno tempo per pensarci. Ovviamente, se ce lo chiedono, facciamo partorire in epidurale anche le donne che non hanno seguito questo percorso». Ma ci sono degli effetti collaterali? «La cefalea è una complicanza che può capitare nello 0,1 per cento dei casi», assicura la Fabbri, «può comparire qualche giorno dopo il parto e durare alcuni giorni, ma scompare senza lasciare residui». E con l'epidurale le future mamme possono prendere parte attivamente al parto? «Certo», continua l'esperta, «possono spingere, camminare, partecipare attivamente al parto, e l'epidurale non influisce neppure sull'allattamento. In più, la presenza di un anestesista rianimatore in sala travaglio e in sala parto non vuol dire solo analgesia ma anche ulteriore sicurezza per la madre e il bambino». Per le future mamme abruzzesi, poter partorire con questa tecnica di controllo del dolore dovrebbe essere un diritto. Per ora è un'opportunità che, secondo gli addetti ai lavori, viene offerta dagli ospedali di Chieti, L’Aquila, Teramo, Atri e Sant’Omero.

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