Pasqualino a The Voice Senior ha commosso l’Italia cantando su Rai Uno: «Qui per mio figlio Lorenzo»

27 Ottobre 2026

L’ex meccanico, 75 anni, si esibisce con “L’acrobata” di Zarrillo conquistando Nek.

Giudici e pubblico in lacrime, ondata di affetto e record di visualizzazioni sui social

LANCIANO

«Io ho già vinto. Ho portato i miei figli Lorenzo, Antonio, Rossana e Roberta, la mia città, Lanciano e la mia regione, l’Abruzzo, con me sul palco e l’affetto ricevuto è una luce che si è accesa nel tunnel in cui vivo dalla morte di Lorenzo e che mi fa respirare». Dopo tante lacrime di dolore, gli occhi azzurri di Pasqualino Costantini 75enne ex meccanico lancianese con la passione per il canto, tornano a riempirsi di lacrime, ma di commozione e gratitudine dopo la sua partecipazione a “The Voice senior”. Nel programma di Rai1 ha interpretato con un’intensità tale da arrivare dritta al cuore degli spettatori “L’acrobata” di Michele Zarrillo conquistando i 4 giudici Nek, Fiorella Mannoia, il duo Clementino e Rocco Hunt e Arisa.

Una canzone non scelta a caso da Pasqualino, che parla di fragilità ma anche coraggio e che è riuscita tra lacrime e sorrisi, gioia e dolore, a risvegliare ricordi che il tempo non può cancellare e a far emozionare. «Come ho detto ad Arisa questa canzone per me è importante perché piaceva tantissimo a Lorenzo», spiega Pasqualino commosso, «e quando la canto immagino un acrobata che si lancia nel vuoto e a mio figlio che mi prende per mano e mi porta con sé». Lorenzo, ventenne lancianese, promessa del calcio, è stato strappato alla famiglia, all’amore, alla vita nel 2014 per una rara forma di leucemia.

«Un infortunio al ginocchio ci ha fatto scoprire la leucemia», riprende il papà, «ma anche cosa significano la solidarietà, l’umanità della mia gente e di tutti coloro che da più parti d’Italia hanno mandato un aiuto per dargli la speranza in una cura sperimentale in America. A Philadelphia siamo riusciti ad andare, ma lui, nonostante abbia lottato fino alla fine, non ce l’ha fatta. Perdere un figlio è un dolore disumano. Perdere un figlio è contro natura. Non ci sono aggettivi per descriverlo. È scontare un ergastolo in cui tu sei lì chiuso in una cella: respiri, ma non vivi». E nel buio di quel dolore, a un certo punto, è tornata a fare capolino la musica. Costantini ha sempre cantato, da piccolo quando abitava davanti al carcere di Villa Stanazzo la sua voce allietava i detenuti, poi ha calcato palchi e teatri, ha suonato con un complesso, “Los Amigos” poi lasciato. «Quando si diventa genitori ci sono delle responsabilità e scelte obbligate», spiega. «Ho messo da parte la musica, poi l’ho accantonata “definitivamente” quando Lorenzo ha iniziato a giocare a calcio per evitare che accadesse ciò che era successo con Antonio (l’altro figlio, ndc), al quale, preso dalla musica, avevo rubato la presenza in alcune partite, lui che con la pallavolo è arrivato a giocare in Serie A». Poi è arrivata la tempesta della malattia di Lorenzo a sconvolgere la quotidianità della famiglia e la vita del giovane calciatore, il dolore, ma sono arrivati anche il coraggio, l’affetto, la speranza, la solidarietà e il viaggio in America per una cura sperimentale grazie all’aiuto di tanti. «Eravamo io e lui in camera in ospedale a Philadelphia», riprende Costantini, «e mi ha detto: “Papà hai visto che cosa hanno fatto le persone per me? E adesso tu che fai?”, e io gli ho risposto: “Adesso penso a te che devi guarire, poi aiuteremo la gente”. Lorenzo era un ragazzo buono, sognava di fare il medico per aiutare gli altri. Quando è morto con la “Onlus Lorenzo facci un gol” abbiamo iniziato a fare beneficenza, donazioni negli ospedali e non solo. Beneficenza che ho continuato riprendendo a cantare». Il canto come terapia, come abbraccio invisibile per custodire nel cuore chi si ama, e provare a trasmettere agli altri comunque gioia. «Emozioni come il dolore più profondo vanno espresse e a volte basta una canzone», ha detto proprio Arisa durante la trasmissione parlando all’uomo, al papà. E la canzone, cantata magistralmente, ha portato all’ex meccanico un’ondata di affetto da tutta Italia. «Non me l’aspettavo», dice stupito il 75enne che a The Voice senior è stato iscritto dalla nuora Maura ed è arrivato superando una selezione a Roma con 5.700 partecipanti. «Esco e la gente mi ferma con le lacrime agli occhi. Sono andato al teatro Fenaroli a vedere Paolo Jannacci e appena entrato c’è stato un applauso che mi ha emozionato tantissimo. Ho tanti attestati di affetto anche sui social e ringrazio davvero tutti. Mi ha colpito molto un signore che mi ha detto di essere un tipo piuttosto freddo, che di solito non si lascia andare, e che invece, sentendomi cantare, si è commosso. Questa è la magia della musica. Ho pianto tanto, non ho più lacrime per il mio dolore, ma ora i miei occhi sono lucidi di gioia per questa piccola luce accesa nel mio buio. Sono felice dell’affetto della mia città, dell’Abruzzo». Costantini ha conquistato tutti i giudici che si sono girati durante l’esibizione e ha scelto di stare nella squadra di Nek. Ora sta preparando la prossima sfida: «Faccio la spola con Milano dove sto studiando il pezzo con Nek e il maestro Luca Chiaravalli ma io, in fondo, ho già vinto. Ho vinto per l’affetto ricevuto, per aver potuto cantare la canzone di Lorenzo, per aver donato qualcosa agli altri portando il suo nome, il suo ricordo, l’amore e la fragilità che custodisco nel cuore».

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