“Patrioti” e teste rasate, così Remigrazione è arrivata in Abruzzo

La Cittadella e il legame del comitato no-migranti in regione. La referente è la consigliera dell’Aquila di FdI Pagliariccio
PESCARA. Casapound e Rete dei patrioti, ma anche Veneto fronte skinheads e Brescia ai bresciani. Sigle che la dicono lunga sui fondatori del comitato “Remigrazione e riconquista” che sta raccogliendo adepti in tutto il Paese – Abruzzo compreso – in vista della corsa alle 50mila firme che servono per portare la propria proposta di legge in Parlamento. Che proposta? Il “Programma nazionale di remigrazione”. I punti principali prevedono il rimpatrio forzato degli immigrati, l’interruzione del decreto flussi e il ritorno degli italo-discendenti.
Dalle parole ai fatti, rappresentanti del Comitato venerdì entreranno a Montecitorio dalla porta principale per lanciare ufficialmente la loro campagna di raccolta firme, ospiti del deputato leghista – vicino a Vannacci – Domenico Furgiuele. Ci saranno il leader di Casapound Luca Marsella, affiancato da Ivan Sogari del Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti di Brescia ai bresciani ed ex responsabile provinciale di Forza Nuova e Salvatore Ferrara della Rete dei patrioti. Sulla conferenza è esploso un polverone mediatico, ma è solo la punta dell’iceberg di un movimento ben ramificato lungo tutto lo Stivale. A Brescia e Piacenza sono già state organizzate manifestazioni con migliaia di persone all’insegna degli slogan «Remigrazione» e «Prima gli italiani».
Ma la rete di associazioni che sostiene il movimento è fitta e pronta ad agire nelle prossime settimane. Qui da noi i referenti non potevano che essere La Cittadella e la sua costola giovanile L’Assalto, il Centro studi che fa “formazione culturale” alle nuove generazioni ispirandosi a squadristi fascisti come Ettore Muti e collaborazionisti del Terzo Reich come Robert Brasillach. Le foto pubblicate su Instagram negli ultimi giorni raccontano di un’amicizia già consolidata: due flashmob in due settimane tra Lanciano e Chieti per «dare voce agli italiani esausti dall’immigrazione selvaggia e incontrollata che erode sicurezza, coesione e identità», si legge nella descrizione del post, «la fiamma si accende città dopo città: gli abruzzesi non accettano più silenzi complici».
Ma la fiamma tricolore non si alimenta solo con le associazioni: serve anche il potere. Attorno al comitato gravitano una serie di figure politiche. Qualche vicesindaco, alcuni assessori e, soprattutto, consiglieri comunali. Come Claudia Pagliariccio, consigliera del capoluogo di FdI con un passato tra Casapound, La Destra e “Sovranità, prima gli italiani”. Sul sito di “Remigrazione e riconquista” Pagliariccio figura tra i suoi rappresentanti istituzionali. Lei non ne fa mistero: su Facebook ha celebrato festosamente l’evento di presentazione del comitato in Abruzzo di cui è stata protagonista lo scorso 20 dicembre a Palazzo De Nardis all’Aquila, insieme a Stefano Vecchioli, anche lui vicino agli ambienti dell’estrema destra.
Ma remigrazione è più di uno slogan, è una sigla che unisce correnti dell’estrema destra che travalicano i confini nazionali per estendersi a tutta Europa. La scorsa estate il motto era stato il grido di battaglia delle decine di migliaia di persone che avevano messo a ferro e fuoco Londra in occasioni delle manifestazioni anti-immigrati (lo stesso termine remigrazione, in realtà, non è una parola italiana: è solo una storpiatura del termine inglese remigration).
Tra i leader di queste proteste c’era Tommy Robinson, l’uomo che ha fatto finire nella bufera il vicepremier Matteo Salvini per la foto pubblicata con lui su X in cui i due si stringono la mano sorridenti al ministero dei Trasporti. «Sarò libero di vedere chi voglio?», ha replicato il leader del Carroccio per tentare di chiudere le polemiche. Potrebbe non essere sufficiente, però, a evitare lo scavalcamento a destra di Roberto Vannacci. Il generale sembra ormai in procinto di lasciare la Lega per fondare un partito che ricalchi il modello AfD in Germania. Alcuni deputati sarebbero soltanto aspettando una sua mossa per voltare ufficialmente le spalle ed entrare nel gruppo misto vannacciano. Tra questi, c’è proprio il leghista Domenico Furgiuele, lo stesso che venerdì ospiterà il comitato a Montecitorio. La rete si fa sempre più fitta.
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