Pensioni anticipate 2012-14 senza più tagli

22 Luglio 2016

Da agosto chi è andato in pensione da 4 a due anni fa potrà contare su un assegno senza decurtazioni

ROMA. «Dal mese di agosto anche chi è andato in pensione anticipata negli anni dal 2012 al 2014 potrà contare su un assegno pensionistico intero e non più decurtato per effetto delle penalizzazioni introdotte dalla legge Fornero». Lo assicura Ettore Rosato, presidente del Partito democratico alla Camera. «Dal 2012, anno di entrata in vigore della riforma Fornero - spiega - tutti i lavoratori che hanno chiesto e ottenuto un trattamento pensionistico anticipato, hanno subito un taglio dell'importo corrisposto dall'Inps, pari all'1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni di età anagrafica fino ai 60 anni, e del 2% per ogni anno di anticipo prima dei 60 anni. Tali decurtazioni sono state abolite con la legge di stabilità 2015 per tutti coloro che avrebbero maturato i requisiti di anzianità dal I gennaio 2015 al 31 dicembre 2017. Erano, tuttavia, rimasti esclusi i lavoratori già pensionati nel triennio 2012-2014. La legge di stabilità 2016 ha posto fine anche a questa discriminazione stabilendo, anche per loro, l'erogazione dell'assegno intero senza alcuna penalizzazione. Dal mese di agosto, quindi, i trattamenti pensionistici aventi decorrenza nel triennio 2012-2014 saranno ricalcolati automaticamente dall'Inps, insieme alla restituzione delle somme trattenute da gennaio 2016 a oggi».

Intanto tra fine luglio e inizio agosto ci sarà un tavolo politico tra Governo e parti sociali sul tema della flessibilità in uscita e in particolare sull’anticipo pensionistico con prestito bancario e rimborso ventennale (Ape). Il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano propone di anticipare di 4 anni il momento della pensione, senza penalizzazioni, per le categorie particolarmente deboli (disoccupati, precoci, addetti a lavori usuranti e invalidi); per gli altri lavoratori, il prestito pensionistico deve avere costi vicini allo zero per chi sta entro la soglia dei 2.000 euro lordi mensili di pensione; va ripristinato il cumulo gratuito dei contributi; per le pensioni in essere va incrementata la quattordicesima attualmente prevista per gli assegni fino a 700 euro mensili. Il terzo fattore decisivo è quello delle coperture finanziarie».

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