Pescara accorpa Nefrologia? «Ma da noi più trattamenti»
PESCARA. Al ministero della Salute atterra il piano del riordino ospedaliero della Regione, con tagli che dovrebbero portare le unità operative complesse da 240 a 170. Tra queste, ad esempio,...
PESCARA. Al ministero della Salute atterra il piano del riordino ospedaliero della Regione, con tagli che dovrebbero portare le unità operative complesse da 240 a 170. Tra queste, ad esempio, scompariranno i reparti di Chirurgia a Teramo e di Malattie infettive a Chieti, i quali da unità complesse perderanno la qualifica per diventare unità semplici. Ma non solo.
Alcune unità operative complesse, come Nefrologia e dialisi di Pescara, pur rimanendo tali, possono restringersi e divenire solo un reparto per la dialisi. Il riordino prevede che Nefrologia rimanga solo a Chieti e all’Aquila, dove però, al momento, il reparto è ospitato in Medicina. Anche l’ospedale di Teramo, secondo le previsioni, dovrebbe ospitare solo il reparto di emodialisi. Antonio Ciofani, uno dei due decani della nefrologia abruzzese (l’altro è Giancarlo Marinangeli), nonché responsabile dell’unità operativa complessa di Nefrologia e dialisi di Pescara, auspica che il riordino «venga effettuato nel massimo rispetto delle attuali attività e scelte dei pazienti e delle competenze, che derivano anche dalla mole delle prestazioni che le varie équipe praticano». «Marcel Proust», aggiunge, «diceva che ciò che i medici sanno è in gran parte insegnato loro dai pazienti».
E Ciofani cita i dati del 53° congresso della Sin, Società italiana di Nefrologia, dai quali emerge come ricoveri, nel 2014, presso Nefrologia, a Pescara, siano stati in totale 438 (238 ordinari più 200 day hospital), con un indice di complessità pari a 1,365, mentre a Chieti siano stati in totale 375 (350 ordinari più 25 in day hospital), con un indice di complessità di 1,105. Inoltre i dati dicono che il numero dei trattamenti dialitici ospedalieri cronici annui medi sono stati a Pescara 22.500, all’Aquila 14mila, a Teramo 11.500 e a Chieti 8mila. (v.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

