Piano A24-A25, la Ue boccia il governo

19 Febbraio 2020

La commissione non valida il documento finanziario (Pef) e rimanda a Roma il dossier: mai arrivati i chiarimenti richiesti

AVEZZANO . Niente pass dell'Ue al Pef di Strada dei parchi: sulla revisione del piano economico finanziario, fermo al 2014, arriva la doccia gelata dell’Unione europea. La commissione ha messo in un cassetto il documento di revisione delle tariffe e gli investimenti da 3 miliardi e 100 milioni di euro destinati alla messa in sicurezza dell’autostrada abruzzese laziale per il lungo silenzio del governo italiano. L’Ue, dopo aver sollecitato invano l’esecutivo Conte, ha chiuso la partita senza il pass decisivo per scrivere una nuova pagina nella controversa storia che si trascina da tanto, troppo tempo, senza un approdo. «La commissione europea», sottolinea Mauro Fabris, il vice presidente di Strada dei Parchi (gruppo Toto), «ha chiuso il dossier relativo al piano economico finanziario perché il Governo italiano non ha fornito quei chiarimenti chiesti per due volte». Uno stop che rischia di pesare sui programmi della concessionaria di A24 e A25. I cantieri aperti, infatti, sono legati ai finanziamenti di 192 milioni di euro della prima tranche del Pef messi in agenda con il precedente governo Conte. L’operazione di revisione del documento, sulla spinta delle proteste e delle polemiche dei sindaci di Abruzzo e Lazio, col sostegno di sindacati e associazioni degli autotrasportatori, furono avviate dall’ex ministro dei trasporti Danilo Toninelli, subentrato a Graziano Delrio: il grillino disarcionato col varo del governo giallorosso aveva girato il Pef al Cipe. Poi la palla è tornata nelle mani di un altro ministro del Pd, Paola De Micheli, che nel tour in Abruzzo di un paio di giorni ha rassicurato sul futuro delle autostrade da mesi al centro di accuse e controaccuse. La soluzione, però, è tutt’altro che a portata di mano. Con l’aggiunta che la bocciatura della commissione europea sarebbe scattata a gennaio, quindi il Ministro non poteva non sapere: forse è per questo motivo che le richieste di un nuovo incontro dei sindaci di Abruzzo e Lazio finalizzate ad avere risposte esaurienti e definitive, non hanno ancora trovato udienza al ministero. L’ultimo appello per un incontro degli amministratori guidati dal primo cittadino di Carsoli, Velia Nazzarro, è scattato qualche giorno fa. L’unica magra consolazione, per una battaglia che va avanti da due anni, è stata l’ennesima proroga dei maxi-aumenti autostradali fino alla fine del 2021. Lo stop per i mancati riscontri del Governo italiano alle richieste di chiarimento della commissione, quindi, sembra destinato a ridare fiato alle azioni di protesta degli amministratori locali sospese su richiesta dell’onorevole Stefania Pezzopane (Pd) dopo il via libera del parlamento all’emendamento che ha stoppato gli aumenti fino alla fine del prossimo anno. «La proroga dello stop ai maxi-salassi, un primo risultato frutto di questi due anni di mobilitazione, va nella direzione giusta», sottolinearono a botta calda il sindaco Nazzarro, in perfetta sintonia con i colleghi abruzzesi Fernando Antonio Marzolini (Rocca Di Botte), Antonio Paraninfi (Oricola), Alfonsino Scamolla, (presidente del consiglio comunale di Pescina) e i primi cittadini laziali, Fiorenzo De Simone (Vicovaro), Francesco Pelliccia (Subiaco), Enzo Aureli (Pisoniano), «ma l’obiettivo finale resta lo stesso: l’approvazione del Pef con tariffe eque e piano di investimenti per la messa in sicurezza dell’autostrada. Alla luce del periodo festivo e delle assicurazioni dell’onorevole Pezzopane abbiamo dato l’ok al congelamento delle azioni di lotta in attesa dell’incontro. Se, però, non avremo riscontri, torneremo a farci sentire». Ora il riscontro è arrivato, ma non nella direzione auspicata da tutti.