«Poche risorse destinate alle partite Iva abruzzesi»

Senatore Nazario Pagano, l’Abruzzo è stato colpito duramente dall’emergenza coronavirus. Come si affronta?«Ringrazio il popolo italiano e in particolare quello abruzzese per la prova che in questa...
Senatore Nazario Pagano, l’Abruzzo è stato colpito duramente dall’emergenza coronavirus. Come si affronta?
«Ringrazio il popolo italiano e in particolare quello abruzzese per la prova che in questa drammatica pagina della nostra storia sta scrivendo. La tendenza in calo degli ultimi giorni dei contagi da Covid-19, in particolare in Abruzzo, dimostra che si sono comprese la gravità e l’eccezionalità del momento storico che stiamo vivendo».
Condivide le regole che il governo ha imposto?
«Stiamo affrontando una prova che valorizza le responsabilità e i doveri di osservanza delle regole da parte del popolo italiano. Lo dobbiamo innanzitutto ai nostri nuovi eroi, il nostro personale sanitario, medici e infermieri, che in prima linea stanno affrontando coraggiosamente questa prova con senso del dovere e con grande umanità. Continuare ad accettare l’osservanza delle regole e la limitazione alla nostra libertà individuale è una prova di maturità e di rispetto verso chi sta lavorando per la tutela della nostra salute e per salvaguardare la nostra stessa sopravvivenza».
Si sta registrando una predisposizione alle donazioni e agli atti di generosità.
«Nei momenti di difficoltà gli italiani dimostrano grande solidarietà. In Abruzzo mi piace ricordare due episodi che mi hanno colpito. La Fater, azienda prestigiosa che opera nel nostro territorio, con tempestività e generosità, ha riconvertito una linea di produzione per fabbricare mascherine da donare alla sanità abruzzese. La Banca d’Italia, ai cui vertici lavora un nostro illustre corregionale, sta per donare una più che sostanziosa somma di denaro per finanziare un intervento della sanità abruzzese al fine di realizzare un alto numero di postazioni di terapia intensiva per la cura dei contagiati Covid in gravi condizioni di salute».
Non va sottovalutata l’emergenza economica. In particolare quella delle famiglie e delle piccole e medie imprese.
«Considerazione non secondaria riguarda gli aiuti da dare al nostro tessuto economico perché, dopo questa guerra, l’Italia possa farcela e ripartire con slancio per una nuova rinascita. L’Abruzzo, in tal senso, ha la necessità di aiutare soprattutto la piccola e media impresa, lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e liberi professionisti. Le cosiddette partite Iva. L’economia regionale si è sempre basata sulla ricchezza e sull’occupazione nascente da questo settore dell’economia, non certo dalla grande industria come nelle regioni del nord».
E quindi cosa si può fare?
«Dobbiamo correggere gli errori di sottovalutazione contenuti nel primo decreto “Cura Italia”. Poche risorse rivolte alle partite Iva. Nel prossimo decreto di aprile il Governo dovrà necessariamente prevedere maggiori aiuti a queste persone, a questi lavoratori che oggi sono a casa, non lavorano e non guadagnano. Sono loro che soffrono di più ed è a loro che dobbiamo pensare. Aiuti economici e non solo. Abbattiamo la burocrazia e sospendiamo il pagamento delle tasse per poi ridurle drasticamente con un vero e proprio choc fiscale. Lo Stato dovrà assolutamente garantire i prestiti delle banche».
Da parlamentare cosa sta facendo concretamente per affrontare l’emergenza?
«Innanzitutto va chiarito che il parlamento non è chiuso. Non lo è mai stato. Io sono stato dall’inizio dell’epidemia tutte le settimane a Roma in Senato a fare il mio dovere. La scorsa settimana abbiamo depositato gli emendamenti al decreto Cura Italia per migliorarlo. In particolare mi sono occupato di presentare un emendamento molto importante sollecitato dal presidente Marsilio affinché venissero sospesi per tre anni i versamenti allo Stato previsti dal Piano di rientro sanitario. In caso di approvazione la Regione Abruzzo avrà la possibilità di utilizzare la somma di 90 milioni di euro per il sistema sanitario ed elargire gli aiuti per l’economia regionale nel periodo della emergenza Covid 19».
Potrà bastare?
«Un altro emendamento riguarda gli aiuti ai Comuni inseriti nella “Zona Rossa” (come Penne) che risultano più penalizzati degli altri. Si prevede una sospensione triennale del piano di rientro del disavanzo straordinario. In campo agricolo un mio emendamento prevede la reintroduzione del voucher necessario per garantire il lavoro di raccolta nelle campagne. Rischiamo di ridurre le nostre produzioni per mancanza di mano d’opera. La conseguenza è il rischio di carenza di prodotti alimentari sugli scaffali».
Non crede che vi siano troppe polemiche politiche?
«Il Covid 19 non è di destra o di sinistra. È qualunquista, nel senso che non guarda in faccia a nessuno ed è il nemico da battere, senza bandiere di partito. Per questo vanno seguite le direttive di restrizione del Governo che trasformano in senso politico i suggerimenti della scienza medica. Dobbiamo tutti contribuire, a cominciare dai politici, a consolidare una etica collettiva troppo spesso dimenticata. Non è il momento delle polemiche, ma quello di remare tutti nella stessa direzione. Altrimenti saremo tutti travolti».(d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Ringrazio il popolo italiano e in particolare quello abruzzese per la prova che in questa drammatica pagina della nostra storia sta scrivendo. La tendenza in calo degli ultimi giorni dei contagi da Covid-19, in particolare in Abruzzo, dimostra che si sono comprese la gravità e l’eccezionalità del momento storico che stiamo vivendo».
Condivide le regole che il governo ha imposto?
«Stiamo affrontando una prova che valorizza le responsabilità e i doveri di osservanza delle regole da parte del popolo italiano. Lo dobbiamo innanzitutto ai nostri nuovi eroi, il nostro personale sanitario, medici e infermieri, che in prima linea stanno affrontando coraggiosamente questa prova con senso del dovere e con grande umanità. Continuare ad accettare l’osservanza delle regole e la limitazione alla nostra libertà individuale è una prova di maturità e di rispetto verso chi sta lavorando per la tutela della nostra salute e per salvaguardare la nostra stessa sopravvivenza».
Si sta registrando una predisposizione alle donazioni e agli atti di generosità.
«Nei momenti di difficoltà gli italiani dimostrano grande solidarietà. In Abruzzo mi piace ricordare due episodi che mi hanno colpito. La Fater, azienda prestigiosa che opera nel nostro territorio, con tempestività e generosità, ha riconvertito una linea di produzione per fabbricare mascherine da donare alla sanità abruzzese. La Banca d’Italia, ai cui vertici lavora un nostro illustre corregionale, sta per donare una più che sostanziosa somma di denaro per finanziare un intervento della sanità abruzzese al fine di realizzare un alto numero di postazioni di terapia intensiva per la cura dei contagiati Covid in gravi condizioni di salute».
Non va sottovalutata l’emergenza economica. In particolare quella delle famiglie e delle piccole e medie imprese.
«Considerazione non secondaria riguarda gli aiuti da dare al nostro tessuto economico perché, dopo questa guerra, l’Italia possa farcela e ripartire con slancio per una nuova rinascita. L’Abruzzo, in tal senso, ha la necessità di aiutare soprattutto la piccola e media impresa, lavoratori autonomi, artigiani, commercianti e liberi professionisti. Le cosiddette partite Iva. L’economia regionale si è sempre basata sulla ricchezza e sull’occupazione nascente da questo settore dell’economia, non certo dalla grande industria come nelle regioni del nord».
E quindi cosa si può fare?
«Dobbiamo correggere gli errori di sottovalutazione contenuti nel primo decreto “Cura Italia”. Poche risorse rivolte alle partite Iva. Nel prossimo decreto di aprile il Governo dovrà necessariamente prevedere maggiori aiuti a queste persone, a questi lavoratori che oggi sono a casa, non lavorano e non guadagnano. Sono loro che soffrono di più ed è a loro che dobbiamo pensare. Aiuti economici e non solo. Abbattiamo la burocrazia e sospendiamo il pagamento delle tasse per poi ridurle drasticamente con un vero e proprio choc fiscale. Lo Stato dovrà assolutamente garantire i prestiti delle banche».
Da parlamentare cosa sta facendo concretamente per affrontare l’emergenza?
«Innanzitutto va chiarito che il parlamento non è chiuso. Non lo è mai stato. Io sono stato dall’inizio dell’epidemia tutte le settimane a Roma in Senato a fare il mio dovere. La scorsa settimana abbiamo depositato gli emendamenti al decreto Cura Italia per migliorarlo. In particolare mi sono occupato di presentare un emendamento molto importante sollecitato dal presidente Marsilio affinché venissero sospesi per tre anni i versamenti allo Stato previsti dal Piano di rientro sanitario. In caso di approvazione la Regione Abruzzo avrà la possibilità di utilizzare la somma di 90 milioni di euro per il sistema sanitario ed elargire gli aiuti per l’economia regionale nel periodo della emergenza Covid 19».
Potrà bastare?
«Un altro emendamento riguarda gli aiuti ai Comuni inseriti nella “Zona Rossa” (come Penne) che risultano più penalizzati degli altri. Si prevede una sospensione triennale del piano di rientro del disavanzo straordinario. In campo agricolo un mio emendamento prevede la reintroduzione del voucher necessario per garantire il lavoro di raccolta nelle campagne. Rischiamo di ridurre le nostre produzioni per mancanza di mano d’opera. La conseguenza è il rischio di carenza di prodotti alimentari sugli scaffali».
Non crede che vi siano troppe polemiche politiche?
«Il Covid 19 non è di destra o di sinistra. È qualunquista, nel senso che non guarda in faccia a nessuno ed è il nemico da battere, senza bandiere di partito. Per questo vanno seguite le direttive di restrizione del Governo che trasformano in senso politico i suggerimenti della scienza medica. Dobbiamo tutti contribuire, a cominciare dai politici, a consolidare una etica collettiva troppo spesso dimenticata. Non è il momento delle polemiche, ma quello di remare tutti nella stessa direzione. Altrimenti saremo tutti travolti».(d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

