Polo automotive, progetti per i veicoli del futuro

Parte la seconda fase della filiera abruzzese degli automezzi Pisino (Fca): questa è una delle regioni più attive e concrete in questo campo
SANTA MARIA IMBARO. Anche senza la sede fisica del Campus automotive, il Polo dell'innovazione tecnologica va veloce, e continua a produrre effetti e risultati nonostante il disimpegno, temporaneo, della Regione Abruzzo che ha deciso di trasferire 18milioni di euro su contratti di sviluppo e ricerca invece che sul contenitore di queste idee, la sede che doveva ospitare, a due passi dalla Val Di Sangro, laboratori, circuiti e aree test a servizio delle aziende metalmeccaniche del territorio. Il Campus dunque resta sempre un progetto strategico per l'Abruzzo. «Non è un'idea morta» sottolinea il vice presidente della Regione e assessore alle attività produttive, Giovanni Lolli nel corso dell'incontro per avviare la fase 2.0 del Polo automotive «ma a causa dei tempi stringenti richiesti dalle procedure si rischiava di vanificare lo stesso finanziamento del Campus». Di qui il trasferimento di risorse dal contenitore ai contenuti. Una strategia che sta dando gli effetti sperati e che convince sempre più aziende a far parte del Polo che ne conta attualmente 74. Anche Fca (Fiat- Chrysler), che con la fabbrica del Ducato ad Atessa, fa la parte del leone, non sembra aver subito alcun contraccolpo. «Ciò che ci interessa sono i progetti» spiega Enrico Pisino, responsabile della ricerca e innovazione veicolo del gruppo Fca «in Italia l'Abruzzo è una delle regioni più attive e concrete e tra quelle con cui Fiat riesce a dialogare meglio e di più». E una conferma a questa affermazione non sono solo i progetti portati avanti e già conclusi in collaborazione con il Polo dell'innovazione, ma anche quelli che verranno e, non ultima, anche la partecipazione di Fca ai bandi regionali 2016/2017 per il programma Horizon 2020. «Il Campus Melfi di Fiat» replica Pisino ai dubbi circa una struttura “doppione” a poche centinaia di chilometri più a sud della Val di Sangro «non è l'alternativa al Campus in Abruzzo: il primo nasce per sviluppare la tecnologia di fabbricazione, il secondo nasce per l'innovazione del prodotto ed è incentrato essenzialmente sul veicolo commerciale». Una notizia che fa ben sperare per la “permanenza” e l'effetto trainante sull'economia abruzzese del Ducato made in Atessa. L'innovazione a cui si lavora infatti, guarda soprattutto al futuro e al nuovo modello del veicolo commerciale Fiat che sarà presentato nel 2019. Da tempo si lavora all'interno degli spazi creativi del Polo automotive ad incrementare le prestazioni del veicolo, la sua sicurezza e ad ottimizzarne le emissioni. La parola d'ordine, così come lo è per la seconda fase di tutti i progetti futuri del Polo, è sostenibilità. Il Ducato del futuro sarà una macchina veloce, più aerodinamica, più leggera, sostenibile e maneggevole. Ma si pensa anche ad altri progetti che, oltre che Fca, potrebbero interessare anche altre case automobilistiche. Un esempio è il cosiddetto “revamping” (dall'inglese revamp, migliorare, aggiornare) dei furgoni o veicoli già su strada. Si tratta, di un progetto, come spiega Gilberto Candeloro, presidente della Fondazione Its e nel cda del Polo di innovazione, «pensato per veicoli come Ducato e Panda, già pronto, testato e adattato ad un prototipo, pronto per essere industrializzato». In pratica si sostituisce un motore vecchio ad alta cilindrata, con uno più piccolo, per metà elettrico che può assicurare non solo le stesse prestazioni a emissioni notevolmente inferiori, ma anche costi molto più bassi nel riuso del veicolo. Una risposta moderna, concreta e rivoluzionaria agli obiettivi del programma Horizon 2020, che nasce in Abruzzo, ma che potrebbe essere destinata a conquistare il mondo.
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