Previsti due miliardi in 6 anni per famiglie, imprese e lavoro

2 Luglio 2014

L’AQUILA. L'Abruzzo potrà disporre, per i prossimi sette anni, di circa due miliardi di euro spendibili per famiglie, imprese e occupazione. È quanto emerso dal tavolo partenariale riunito per...

L’AQUILA. L'Abruzzo potrà disporre, per i prossimi sette anni, di circa due miliardi di euro spendibili per famiglie, imprese e occupazione. È quanto emerso dal tavolo partenariale riunito per discutere della programmazione dei fondi strutturali Fse e Fesr 2014-2020.

L'obiettivo è una programmazione unitaria regionale. I fondi Fse disponibili sono pari a 101,4 milioni di euro, i fondi Fesr ammontano a 167,5 milioni, per un totale di 268,9 milioni. Sette gli obiettivi: ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione (16% delle risorse); diffusione dei servizi digitali (7%); competitività del sistema produttivo (33%); promozione di economia a bassa emissione di carbonio (5%); tutela e valorizzazione delle risorse naturali e culturali (11%); inclusione sociale e sviluppo urbano sostenibile (11%); assistenza tecnica (4%). Questi obiettivi concorrono a definire due strategie: aree interne e sviluppo urbano integrato. A questi si aggiungono circa 432 milioni derivanti da Feasr per l'agricoltura, come ha sottolineato l'assessore Dino Pepe, più un miliardo di euro derivante dal nuovo Fas, Fsc (Fondo sviluppo e coesione).

La Regione si propone di illustrare, in coerenza con un’impostazione unitaria della politica regionale, le linee di intervento prioritarie per l'utilizzo delle risorse comunitarie nel prossimo settennio. «Una regia unica», ha commentato Camillo D'Alessandro, delegato del governatore, «con obiettivi chiari che porrà fine a una distribuzione a pioggia delle risorse e richiederà uno sforzo straordinario in tempi ristretti dettati dall'agenda della Commissione europea».

Gli assessori Pepe, Marinella Sclocco e Giovanni Lolli hanno sottolineato come esista una massa importante di risorse non spese della vecchia programmazione che rischiano di finire in disimpegno, se non utilizzate entro 18 mesi. Sono state evidenziate forti criticità in agricoltura dove restano da impegnare 50 milioni di euro, 11 milioni per lo sviluppo regionale come evidenziato dall'assessore Lolli e altri 11 sulle politiche sociali, come ha spiegato l'assessore Sclocco.