ABRUZZO

Proroga delle concessioni balneari, la decisione torna indietro

La Cassazione ha accolto alla luce delle nuove norme il ricorso presentato da Regione e sindacato contro lo stop: sbagliato escludere i balneari dalla causa. Il governatore Marsilio: "Orgoglioso"

PESCARA. La decisione sullo stop alla proroga delle concessioni balneari va rivista dal punto di vista della legittimità poiché nel frattempo sono intervenute altre leggi ed inoltre il Consiglio di Stato ha sbagliato a non ammettere nel giudizio i rappresentanti di Sib-Confcommercio, Assonat e Regione Abruzzo che invece hanno diritto a partecipare e a dire la loro, nel contraddittorio, come portatori di interessi economici e dei territori. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla Regione Abruzzo, insieme al Sib, sindacato italiano balneatori, in merito alla sentenza del Consiglio di Stato che aveva bocciato la proroga delle concessioni balneari. A diffondere la notizia è la Regione e sia il governatore Marco Marsilio, sia il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri ne sono orgogliosi. Le Sezioni Unite civili della Cassazione nel verdetto 32559 hanno annullato con rinvio, a una nuova adunanza, la decisione dei giudici amministrativi emessa nel novembre 2021.

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Cassata la sentenza, tocca ora al Consiglio di Stato pronunciarsi nuovamente tenendo conto delle nuove leggi che Parlamento e Governo hanno ratificato dopo la precedente sentenza.

“Si tratta di una sentenza molto importante. Sono orgoglioso perché siamo l’unica regione ad aver difeso i diritti dei balneatori”, commenta il presidente della Regione, Marco Marsilio.

Secondo il governatore "la Corte ha riconosciuto fondate le ragioni della Regione che ha voluto costituirsi in giudizio anche per valorizzare il ruolo degli enti territoriali come soggetti esponenziali degli interessi della comunità". Adesso il Consiglio di Stato, chiamato a esprimersi nuovamente, si trova davanti a un nuovo scenario che comprende le leggi che nel frattempo sono state licenziate dal Parlamento e dal Governo. "Ringrazio lo studio Brancadoro e Cerulli Irelli, che insieme all'avvocatura regionale diretta da Stefania Valeri, ha preparato il ricorso sapendo evidenziare il danno che questa prima sentenza avrebbe causato a un intero comparto non solo in Abruzzo me sull'intero territorio nazionale", aggiunge Marsilio.

Anche il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri è soddisfatto: “La sentenza riaccende la speranza di un “passo indietro” del Consiglio di Stato che ora dovrà rivalutare la precedente posizione anche alla luce del mutato assetto normativo nazionale sul tema. Non permetteremo di svendere le nostre imprese, il nostro patrimonio, che sono una unicità nel panorama internazionale”.