«Quadro economico più preciso e giusto»

25 Settembre 2015

D’Agostino (Caf Cisl Chieti): impatto difficile soprattutto in tema di nucleo familiare

CHIETI. Sempre meno facile individuare il posto in cui si colloca una famiglia nella gerarchia economica. La riforma dell'Isee ha spiazzato per un po' anche gli esperti sportellisti dei centri di assistenza fiscale, che tra le novità introdotte nel calcolo si sono imbattuti in rompicapo talvolta difficili da risolvere. Avveniva a gennaio e la situazione è andata avanti per qualche mese, poi il meccanismo ha cominciato a funzionare e i caf abruzzesi -per lo più distaccamenti specializzati di sindacati e associazioni di categoria- hanno finora servito a decine di migliaia le richieste di consulenza. Un caso tipico è quello dei Caf della Cisl del Chietino. A coordinarli è Manuela D'Agostino, che al Centro racconta pro e contro del nuovo sistema, con un occhio attento al contesto sociale sempre più complesso in cui la certificazione dell'Isee è divenuto elemento imprescindibile.

Si può tentare un bilancio di nove mesi, da gennaio a oggi?

«All'inizio è stata davvero dura, abbiamo dovuto lavorare soprattutto su di noi per capire i requisiti del nuovo Isee per applicarli sul campo da subito. Questo perché serviamo utenti dalle necessità immediate, dal momento che la certificazione serve come il pane a chi deve accedere a servizi con le agevolazioni previste dalle leggi, indispensabili se si dispone di un reddito appena sufficiente a gestire l'economia familiare. A oggi, e questo è un primo bilancio, abbiamo servito migliaia di utenti, sicuramente sotto i 10mila, ma è troppo presto per i numeri definitivi del 2015».

Quali sono le difficiltà maggiori che avete affrontato?

«Direi che s'è trattato di un concorso di cause di cui il nuovo sistema in se stesso, più esigente, ne rappresenta una. Per esempio, viene richiesta all'utente e di conseguenza a noi una determinazione precisa dei componenti del nucleo familiare, e qui abbiamo dovuto tener conto più che in passato degli aggiornamenti giuridici in tema di famiglia, Ecco, questa è una delle difficoltà prevalenti nel nuovo calcolo, anche se oggi possiamo dire che la macchina funziona a livelli di efficienza paragonabili ai tempi del vecchio sistema».

Il profilo degli utenti presenta almeno un fattore costante, una caratteristica che accomuna la maggior parte di loro?

«Possiamo dire che la costante è il rapporto delle famiglie con la scuola, soprattutto quella dell'obbligo, dove l'accesso a determinate condizioni a servizi come la mensa, il trasporto e i libri di testo rende obbligatoria la presentazione dell'Isee. Poi c'è una miriade di casi, che rappresentano altre esigenze».

Un giudizio sulla riforma dell'indicatore secondo il Caf-Cisl?

«Nonostante i problemi iniziali possiamo dire che il nuovo sistema dipinge un quadro economico più focalizzato, più esatto. C'è un incrocio puntuale tra i due filoni di determinazione dell'indice di benessere, il reddito da una parte e il patrimonio dall'altra, con quest'ultimo che rispetto al passato viene meglio determinato per giungere alla certificazione finale».

Francesco Blasi

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