Quante aziende innovative! Ma la lotta è... per sopravvivere

31 Ottobre 2014

Sono sempre di più gli under 35 che scelgono di mettersi in proprio, i dati però dicono che sempre più spesso non riescono a durare oltre i tre anni. L’unico settore in positivo è l’agricoltura

PESCARA. Con la crisi economica che sembra colpire senza soluzione di continuità anche l'Abruzzo le imprese non assumono più e il lavoro dipendente pare diventare sempre più un lontano ricordo. In una situazione come quella attuale, secondo molti, la soluzione è di inventarsi un lavoro, studiando qualcosa di innovativo ed andando a riempire quegli spazi vuoti che nel mercato si creano costantemente.

Sono sempre di più, allora, i giovani abruzzesi che si mettono in proprio, avviando un'impresa e lanciando progetti più o meno innovativi. Al tempo stesso, però, la morsa della crisi non si allenta e sono tante le imprese giovanili costrette a chiudere i battenti.

Stando ai dati InfoCamere, società informatica delle Camere di commercio d'Italia, in Abruzzo, al 2013, sono circa 17mila: oltre il 10 per cento delle imprese abruzzesi è fatto di attività in cui la partecipazione di Under 35 risulta superiore al 50%. Circa 4.500 di queste società operano nel settore del commercio (12,7% del totale regionale), 2.600 in quello delle costruzioni (12,4%), 1.700 in quello del turismo (16,2%). Solo 226 le imprese giovanili nel settore dei trasporti e delle spedizioni.

La maggior parte dei giovani imprenditori, circa 12mila casi, sceglie la forma dell'impresa individuale; seguono le società di capitali (2.600) e quelle di persone (1.800). Quasi 1.500 le imprese nate nel 2014, ma tante altre hanno chiuso.

Mentre la maggior parte dei settori fa registrare una contrazione rispetto allo scorso anno, uno dei pochi settori a far registrare una variazione positiva, nel primo semestre, è quello dell'agricoltura e delle attività connesse, con un +10,8%. «Un'impresa su tre non supera i tre anni di vita», sottolinea il direttore di Confartigianato Abruzzo, Daniele Giangiulli, «lo sforzo che dobbiamo fare tutti è quello di accompagnare i giovani in idee imprenditoriali vincenti. C'è bisogno di un affiancamento, non solo economico, ma soprattutto gestionale. La formazione viene prima di tutto».

Il direttore di Confartigianato si sofferma anche sulle difficoltà incontrate dai giovani imprenditori: «C'è la solita questione della competitività del territorio. La fiscalità è la più alta d'Europa, ma c'è anche il problema della infrastrutture. Un giovane che apre un'impresa in Abruzzo o in Italia parte svantaggiato rispetto ad un coetaneo di un altro Paese europeo».

Incentivi e opportunità di finanziamento e di supporto per avviare un'impresa, comunque, non mancano. Ad illustrarli è il presidente di Sviluppo Italia Abruzzo e di Abruzzo Sviluppo, Giuseppe Cetrullo: «C'è la legge 185 del 2000, capitolo secondo, gestita da Invitalia: per un investimento massimo di 129mila euro vengono erogati 70mila euro a fondo perduto e il resto a tasso minimo, per sette anni, senza necessità di garanzie bancarie. C'è poi il progetto “Start up Start hope” grazie al quale la Fira entra nel capitale della società per un massimo del 45% e ne esce a cinque anni di distanza, dopo aver contribuito all'avvio della società».

Tra le diverse opportunità ci sono anche le misure relative all'autoimprenditorialità del progetto "Garanzia Giovani" o i progetti "Smart" e "Start" (per i comuni del cratere sismico). Si attende a breve, inoltre, il regolamento della legge 185/2000, capitolo primo, che consentirà di ottenere un finanziamento pari all'80% dell'investimento, fino a un milione e mezzo di euro, per otto anni.

Dovrebbe anche essere pubblicato un nuovo bando da 11 milioni di euro di "Microcredito" (25mila euro per 5 anni con interessi all'1%).

Altre opportunità per gli aspiranti giovani imprenditori arriveranno con la programmazione comunitaria 2014-2020. Abruzzo Sviluppo, inoltre, girerà con il BarCamper nei vari centri della regione alla scoperta di nuovi talenti. «Chi ha le capacità», sottolinea il presidente, «deve diventare imprenditore, così da dare occupazione ai propri coetanei. E' fondamentale rivolgersi a degli esperti che valutino le reali attitudini e le competenze dell'aspirante imprenditore. Infine», conclude Giuseppe Cetrullo, «dobbiamo concentrarci anche sull'innovazione e sulle nuove tecnologie, che sono uno degli strumenti per la ripresa».

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