Quota 100, quasi in tremila hanno scelto la pensione

17 Marzo 2019

PESCARA . Sono 2.857 le domande presentate in Abruzzo agli sportelli telematici dell’Inps per andare in pensione con Quota 100. Il dato, aggiornato alle 17 del 14 marzo scorso, vede ancora la...

PESCARA . Sono 2.857 le domande presentate in Abruzzo agli sportelli telematici dell’Inps per andare in pensione con Quota 100. Il dato, aggiornato alle 17 del 14 marzo scorso, vede ancora la provincia di Chieti in testa, con 918 domande. Seguono L’Aquila (750), Pescara (619) e Teramo (570). A livello nazionale, sempre al 14 marzo, le domande erano 92.280.
Quota 100 è la misura varata dal governo a guida Lega-Movimento Cinquestelle, con la quale chi ha 62 anni e 38 anni di contribuiti può chiedere di lasciare il lavoro e usufruire della pensione. Una scelta legittima, che rischia però di paralizzare diversi settori della vita pubblica, dicono i sindacati, se non si corre subito ai rimedi attraverso nuove assunzioni. È il caso della sanità, come rileva Barbara Mangiacavalli, presidente nazionale di Fnopi (Federazione nazionale ordini professioni infermieristiche). Grazie a Quota 100 ben 22mila addetti potrebbero chiedere di andare in pensione; di questi, 904 sono in Abruzzo, e vanno ad aggiungersi ai 431 che usciranno comunque dal mondo del lavoro per aver raggiunto il limite naturale di età alla fine del 2018.
«Chi esce dalla professione attiva per Quota 100», dice Barbara Mangiacavalli, «deve essere subito rimpiazzato, al di là dell’economia e della politica. Anche il blocco del turn over va ovviamente superato e le carenze gravissime attuali devono essere coperte, ma è assolutamente impensabile indebolire a questo punto i servizi e farlo per di più a maggior danno proprio del territorio, dove personale e servizi sono più scarsi e gli assistiti sono più fragili perché caratterizzati da forme di cronicità, età il più delle volte avanzata e spesso non autosufficienza. Il nostro allarme indicava già che seguendo il trend attuale di turn over e di fabbisogno di professionisti, si sarebbe raggiunta nel 2021 una carenza di quasi 64mila unità. Ma ora la situazione è in picchiata: il sistema non funziona senza infermieri». (u.c.)