Rapagnà, addio al paladino dei più deboli

15 Luglio 2018

Pio si è spento nell’ospedale di Giulianova dove era ricoverato dal 23 maggio. Lascia la moglie Giovanna e la figlia Annalisa 

ROSETO . La sua sciarpetta rossa, immancabile in ogni comizio, e le sue battaglie contro il traffico pesante sulla Statale 16 e per il diritto alla casa e l’ultima, quella delle case popolari distrutte dal sisma dell’Aquila.
Si è spento nella notte tra venerdì e sabato nell’ospedale di Giulianova, in seguito a una crisi respiratoria, l’ex onorevole Pio Rapagnà, 73 anni, l’uomo politico rosetano delle mille battaglie, sempre dalla parte dei più deboli e della legalità. Lascia la moglie Giovanna Forti e la figlia Annalisa. La salma, ora all’obitorio di Giulianova, verrà trasferita domani mattina al Palazzo del mare di Roseto, dove sarà allestita la camera mortuaria per permettere a tutti i cittadini rosetani di porgergli l’ultimo saluto. I funerali si svolgeranno domani alle 16 nella chiesa del Sacro Cuore a Roseto. Rapagnà era in cura dallo scorso 23 maggi,o a Giulianova, per un tumore all’addome. Quarant’anni di attività politica e sindacale hanno contraddistinto la vita di Pio Rapagnà, sempre in difesa dei cittadini, e appoggiato da sua moglie, scrittrice.
LE ORIGINI. Nato a Montepagano il 24 settembre 1945 in un’abitazione nella storica Piazza dell’Olmo, nei primi anni ’60 trovò lavoro a Sesto San Giovanni in una fabbrica di cuscinetti a sfera, ma intorno ai 20 anni entrò prima in seminario a Trento per poi essere trasferito, per la preparazione al sacerdozio, al seminario regionale di Chieti. La sua vocazione però era un’altra: nei primi anni ’70 uscì dal seminario e fondò a Montepagano radio Popolare insieme a Gaetano Bragaglia e Onofrio Pelusi, e nel 1976 si sposò. Questo è il preludio della sua intensa attività politica, che lo ha accompagnato fino alla fine.
LE BATTAGLIE. Tante le battaglie, prima fra tutte quella contro i Tir sulla statale 16 a Roseto, affiancato dal radicale Marco Pannella, con molte manifestazioni e rischiando spesso lo scontro con i camionisti: simbolico fu l’attraversamento di alcune mamme con i passeggini per bloccare il traffico pesante. Ma Rapagnà si è battuto anche contro i costi della politica nella Regione Abruzzo, per il diritto alla casa con il “Comitato inquilini d'Abruzzo”, passando per le lotte a fianco dei lavoratori della ex-Monti a Roseto e tanti comizi in piazza della stazione a Roseto con megafono in mano e la sciarpetta rossa, comizi che duravano anche 3 ore, e non importava se ad ascoltarlo c’erano 3 o 50 persone.
L’IMPEGNO SOCIALE. Con la sua Renault 4 beige, e l’impianto sonoro all’interno, andava in giro per Roseto a esternare le sue idee. Un uomo di un’alta integrità morale, un politico d’altri tempi.
LA POLITICA. È stato anche assessore ai servizi sociali e pubblica istruzione al Comune di Roseto con Crisci, e consigliere con Cappucci, fino a diventare parlamentare nel 1992 con i radicali di Marco Pannella, presentando in due anni 30 progetti di legge con più di 70 interventi. Con il suo movimento civico “Città per Vivere” si è candidato sindaco diverse volte, l’ultima nel 2011, dove arrivò terzo con 962 voti. Nel 2014, poi, si candidò anche come presidente della Regione Abruzzo.
IL FRATELLO. Insomma, una vita intensa, e le parole del suo fratello più giovane, Enzo, racchiudono l’anima di Pio Rapagnà. «Mio fratello sarà ovunque, nelle piazze, nelle arene, fra le foto antiche, dentro le case popolari, fra i poveri e i reietti. Mio fratello è stato un onesto, e gli onesti anche quando vanno via restano».