Referendum trivelle, si aprono i giochi

Iniziata la campagna per il “sì” alla quale fa da contraltare la mobilitazione sotterranea dei “non voto”: gli schieramenti
PESCARA. «E' fondamentale votare “sì” per liberare definitivamente il mare territoriale dalle attività di estrazione di idrocarburi. Con la legge di Stabilità le concessioni già in essere non avrebbero scadenza alcuna e si potrebbe estrarre finché le compagnie lo desiderano e finché il giacimento lo consente».
Il costituzionalista abruzzese Enzo Di Salvatore, autore del quesito referendario ammesso e degli altri cinque dichiarati non ammissibili, sintetizza così perché è importante votare “si” al referendum. Secondo Augusto De Sanctis, del Forum abruzzese dei movimenti per l'acqua, «l'invito a tutti è di andare a votare “sì”, perché dobbiamo contrastare i cambiamenti climatici ed uscire quanto prima dal mondo degli idrocarburi. Il 17 aprile», aggiunge l'ambientalista, «è il primo, importante passo di un percorso in cui dobbiamo avere bene a mente l'obiettivo finale, e cioè il ko definitivo degli idrocarburi. Dovremo pensare all'opzione “trivelle zero” anche in terraferma. Le rinnovabili ormai non sono una possibilità, ma una realtà e con le auto elettriche a breve si uscirà dagli idrocarburi anche nel mondo dei trasporti».
Anche il Partito Democratico abruzzese è al lavoro, attraverso circoli e sindaci, per fare il punto. Venerdì si riunirà la direzione regionale per arrivare ad una posizione univoca. A quanto appreso, è altamente probabile che prevarrà il "sì".
A favore del referendum ci sono anche diversi segretari della Cgil regionale che, insieme ai “compagni” di tutta Italia, hanno sottoscritto un "appello al voto e per il 'sì'", nonostante all'interno del sindacato vi siano posizioni diverse.
E' per il “sì” anche un gruppo di dieci sindaci teramani che sabato mattina si è riunito alla Torre di Cerrano a favore della consultazione referendaria.
Insieme al consigliere regionale Luciano Monticelli e a Enzo Di Salvatore, c'erano Robert Verrocchio, primo cittadino di Pineto, tra i promotori dell'incontro, Francesco Comignani (Silvi), Enio Pavone (Roseto), Luca Lattanzi (vicesindaco Mosciano Sant'Angelo), Francesco Mastromauro (Giulianova), Gabriele Astolfi (Atri), Ernesto Piccari (Montefino), Alberto Giuliani (Castilenti), Giuseppe D'Ercole (Castiglione Messer Raimondo) e Michele Poliandri (Morro D'Oro).
«Abbiamo il dovere di informare i cittadini», dicono i sindaci, «perché la tutela del nostro ambiente è una ricchezza da salvaguardare. Sarà una battaglia raggiungere il quorum, ma dobbiamo riuscirci perché la bellezza del nostro mare vale una parte sostanziosa del nostro Pil».
La mobilitazione cresce. A favore del sì si è già espresso il deputato M5s Gianluca Vacca. Stessa posizione verrà presa dall’”Accademia della Ventricina” di Scerni.
Per il presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco, «è necessario tutelare il nostro mare e fare un ulteriore passo in avanti per fermare il balletto del Governo, perché sembra di essere di fronte a qualcosa di mutevole. Il referendum», dice Di Marco, «può mettere la parola fine a tutto questo e portare ad una politica energetica diversa, che spinga verso l'energia da fonti rinnovabili, settore che già conta in Italia 60mila addetti e ricadute economiche per sei miliardi di euro». (l.d.).

