Regione alla Bit, ma in pochi lo sanno

14 Febbraio 2018

Nessun annuncio o viaggi organizzati. Lolli: «Guardiamo alla sostanza». E Federalberghi dice grazie all’assessore

L'AQUILA. Nessun comunicato stampa da parte della struttura regionale. E nemmeno i consueti annunci di assessori e consiglieri regionali che di solito pubblicizzano la loro presenza alla Bit di Milano. Invece l'edizione 2018 della Borsa internazionale del turismo, la manifestazione organizzata da Fiera di Milano per portare nel capoluogo lombardo operatori turistici e viaggiatori da tutto il mondo, per la Regione Abruzzo è stata in sordina. Una Bit rinnovata dopo la “crisi” vissuta negli anni scorsi, meno aperta al pubblico generale e più rivolta agli addetti ai lavori, i buyers, quegli “acquirenti” (operatori turistici, fornitori, istituzioni) interessati al “prodotto” turistico. Ed è anche questa una delle ragioni per cui la Regione Abruzzo è partita, domenica scorsa, alla volta del centro di Milano senza troppi proclami. Tre giorni – conclusi ieri – all'insegna della presenza “tecnica” più che istituzionale o comunicativa, come spiega l'assessore al Turismo Giovanni Lolli: «La nostra è una scelta che guarda più agli aspetti tecnici della promozione turistica». Nelle tre giornate soltanto una (quella di ieri), è stata di apertura al pubblico, le altre due «sono state dedicate a incontri tecnici del tipo b2b», chiarisce il direttore del Dipartimento Turismo della Regione, Francesco Di Filippo. Un ritorno – quello dello stand abruzzese - «che ha dato buoni risultati», afferma Lolli, dopo l'assenza abruzzese dal 2010 al 2016.
In un contesto di “ristrettezze” economiche e non potendo però mancare sulla scena turistica internazionale, si riparte con sobrietà e puntando ai contenuti, per cui niente a che vedere con il passato, quando la Regione portava con sé staff, giornalisti, simpatizzanti. «La nostra partecipazione fa parte di una strategia generale che vuole mettere gli operatori turistici regionali in condizione di promuovere l’offerta declinata in tutte le sue forme», aggiunge Lolli, «per questo siamo andati con le 12 le Dmc regionali e la Pmc abruzzese che promuove il prodotto». Obiettivo: alimentare il “b2b”, il business to business per veicolare il prodotto turistico sui mercati. Insomma, il concetto è che a incontrare il mercato non debba andare più il singolo albergatore. «Non c'interessa vendere la singola camera d'albergo», spiega Di Filippo, «ma proporre un intero territorio come esperienza completa: dall'albergo alle attività, fino ai prodotti tipici e alle bellezze artistiche e naturalistiche». Intanto domenica proprio a Milano si è tenuta una riunione della “Commissione turismo e industria alberghiera” della Conferenza Stato-Regioni, presieduta da Lolli (l'Abruzzo è la regione coordinatrice) con la gran parte degli assessori al Turismo delle altre regioni.
«La posizione logistica che abbiamo avuta all’interno della Fiera è stata buona». Sono invece le parole di Giammarco Giovannelli, presidente di Federalberghi Abruzzo, alla domanda se sia stata data ampia eco alla presenza dell’Abruzzo alla Bit, a Milano, a cui Giovannelli ha partecipato. «Noi abbiamo avuta una buona visibilità», ha aggiunto,, «per quanto riguarda il nostro stand, e poi c’è stata un’ottima assistenza. Quest’anno», ha proseguito il vertice di Federalberghi, «si è trattata di una presenza, quella abruzzese, che ci ha date molte soddisfazioni, poiché c’è stata molta attenzione verso la nostra regione. La Bit è come il festival di Sanremo, bisogna esserci», ha fatto poi notare Giacomelli, alla domanda se essere presenti al Bit abbia ancora una sua valenza. Poi alcune osservazioni sulla promozione turistica.
«Gli strumenti utilizzati negli ultimi venti anni sono insufficienti per le necessità della nostra regione, che deve recuperare sia in immagine, sia in credibilità. Ora si sta facendo meglio e per questo ringraziamo Lolli per il suo impegno. Ciò che manca», ha aggiunto Giovannelli, «è un capitolo di spesa per il turismo. Se questo accadrà, certamente potremmo fare molte più cose». Oltre ad un capitolo di spesa riguardante esclusivamente il turismo, Giovannelli ha posto l’accento anche su un altro aspetto. «Per l’Abruzzo», ha concluso, «occorre, per quanto riguarda il turismo, una programmazione articolata».