Regione, Marsilio vuole Morgante direttore

La manager teatina, ex presidente e ad di Trenitalia sarebbe disponibile a concorrere alle selezioni per la guida della struttura burocratica dell’ente
PESCARA. Manca poco allo spirare dei 180 giorni che la legge dà di tempo al nuovo presidente della Regione per portare a termine lo spoil system nei suoi uffici, ossia il ricambio dei dirigenti designati dal governo uscente con altri più funzionali alla «realizzazione e attuazione del programma di governo». Oggi l’unica nuova casella occupata è quella della direzione del Dipartimento della presidenza e rapporti con l’Europa affidata a Emanuela Grimaldi. Tre dipartimenti hanno l’incarico vacante: Politiche agricole, Autorità di audit e Gabinetto del presidente, gli altri aspettano il cambio della guardia.
Qualche giorno fa Marco Marsilio, facendo fronte all’impazienza dei 5 Stelle, che gli chiedevano di accelerare il ricambio e liberare i posti chiave dei dipartimenti dai dirigenti nominati dall’ex governatore Luciano D’Alfonso, (chiudendo così, anche sul versante dei quadri amministrativi, la fase di governo del centrosinistra), aveva detto che entro luglio avrebbe portato a termine il compito, armato da un lato del nuovo disciplinare sulla macrostruttura della giunta approvato qualche giorno fa, e dall’altro lanciando i bandi per il reclutamento del personale. Nel frattempo Marsilio si sta guardando intorno e sta sondando alcune disponibilità. Sembra per esempio decisa a tornare in Abruzzo concorrendo alla selezione per il posto di direttore generale della Regione, Barbara Morgante, 56 anni, origini teatine anche se nata a Livorno, ex amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, dopo aver occupato la posizione di direttore centrale strategie e pianificazione di Ferrovie e di responsabile marketing e poi direttore strategie di Rfi.
Ma se la (ri)costruzione dell’alta burocrazia regionale è affare di Marsilio, non si può dire lo stesso di cariche e incarichi di natura più politica. Come, per esempio, il componente di nomina regionale della Sezione di controllo della Corte dei conti. Un ruolo, della durata di 5 anni, delicato e strategico sui quali i partiti possono giocare in maniera incisiva. Nella precedente legislatura D’Alfonso aveva nominato Antonio Dandolo. In questi giorni stanno arrivando, anche dall’interno della Regione, le domande per l’incarico. Alla Lega però, non dispiacerebbe se a quel posto arrivasse un uomo come il teramano Paolo Gatti, ex assessore regionale, leader del movimento Futuro in, politico molto influente nella sua provincia e tra gli artefici dell’operazione che ha portato sulla poltrona di sindaco a Giulianova di Jwan Costantini. Proprio nella Giulianova del deputato e coordinatore della lega Giuseppe Bellachioma, grande sconfitto di quella tornata elettorale, che adesso però vuole per Gatti un posto alla sezione regionale della Corte dei Conti. Il pragmatisto non difetta al parlamentare del Carroccio. Ma Gatti è utile a Bellachioma, si riflette nel Carroccio, anche per dare forza al braccio di ferro tra la Lega teramana e la Lega aquilana guidata dal deputato Luigi D’Eramo, che ha riflessi nei rapporti con Fratelli d’Italia aquilana e con l’impasse delle trattative per la formazione della giunta a Pescara.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

