Respinto il primo ricorso sui trabocchi

23 Maggio 2019

L’aumento di superficie (ingiustificato) è un abuso edilizio. Il Pesce Palombo, simbolo di Fossacesia, resta senza permesso

PESCARA. Se non è giustificato l’aumento di superficie è un abuso edilizio. Così il Tar Pescara dà lo stop al primo ricorso dei trabocchi della costa teatina.
La notizia arriva come un fulmine (quasi) a ciel sereno alla vigilia della commissione consigliare che oggi, in Regione, dovrà porre le basi all’approvazione della nuova legge salva-trabocchi dopo che questi sono finiti nel mirino della Capitaneria di porto di Ortona e della procura di Lanciano per presunte violazioni edilizie.
PILOTA. Con un’ordinanza cautelare di appena quattro pagine, ma significative in un passaggio che anticipa la sentenza di merito, i giudici Paola Anna Gemma Di Cesare (estensore) e Renata Emma Ianigro (presidente), creano un precedente in una materia che tiene con il fiato sospeso oltre 30 traboccanti. E impegna la politica regionale per fronteggiare l’emergenza con una “legge ponte” che rimetta in regola le carte di eccezionali simboli della regione. Simboli capaci di attrarre eserciti di turisti. Ma finché i trabocchi resteranno sottoposti al rispetto della normativa edilizia sarà molto difficile immaginare un cambio di destinazione d’uso, da macchina per la pesta a ristoranti che, secondo la proposta di legge regionale firmata Lega e Forza Italia, potranno raggiungere superfici di 210 metri quadrati, e occupare 2mila mq di specchio d’acqua con annessa passerella larga 2 metri per l’accesso di chi è portatore di disabilità.
IL FULCRO. Che il tema centrale sia quello di uscire fuori dal recinto della disciplina edilizia lo dimostra il passaggio chiave dell’ordinanza che dà torto al ricorrente, Bruno Verì, proprietario del trabocco “Pesce palombo” di Fossacesia, e difeso dagli avvocati Aldo e Stefano La Morgia e Raffaello Carinci. Il ricorso era contro un atto amministrativo del Comune, assistito dall’avvocato Alessandro Di Sciascio, che ha revocato la concessione in seguito all’ispezione della Capitaneria di porto.
Per i giudici c’è stato il mancato rispetto della norma edilizia attraverso l’ampliamento della superficie. Nell’ordinanza viene citata la legge regionale numero 13 del 2009, che il nuovo governo di centrodestra vuole aggiornare. La norma infatti venne concepita quando non esisteva ancora l’attrazione per i trabocchi diventati ricercati ristoranti con vista sul mare. Ebbene la legge vieta qualunque intervento di trasformazione edilizia a meno che non sia «strettamente necessario per la conservazione, l’ottimizzazione della funzionalità e il superamento delle barriere architettoniche». Questo è il fulcro.
GLI EFFETTI. Dell’ordinanza, che diventa pilota, dovranno inevitabilmente tener conto i consiglieri regionali della commissione Territorio che si riuniranno oggi alle 12 all’Aquila. All’ordine del giorno c’è il progetto di legge salva-trabocchi. E per trovare la quadra alla nuova norma, su richiesta delle opposizioni, Pd e Movimento 5 Stelle, saranno sentiti i portatori di interesse, dalla Provincia di Chieti al Fai e Italia Nostra; dall’Anci alla Confesercenti, il Wwf, Legambiente e le associazioni dei traboccanti fino ad arrivare alla Confcommercio, la Cna, l’Assoturismo e Federalberghi.
Con un ospite d’eccezione per competenza in materia: il docente universitario, esperto in diritto amministrativo e in urbanistica, Diego De Carolis che certamente fornirà validi suggerimenti ai consiglieri.
Primo fra tutti come superare la stringente normativa edilizia per simboli storici da adeguare ai tempi che sfrecciano veloci. Lasciandosi alle spalle una legge ferma a dieci anni fa.