Revisori e mille emendamenti, è bufera sul bilancio
L’AQUILA. Un miliardo di euro dalla dubbia esigibilità utilizzato per raggiungere il pareggio di bilancio, rendiconti 2013 e 2014 mancanti come altri documenti contabili, nonostante i solleciti, e un...
L’AQUILA. Un miliardo di euro dalla dubbia esigibilità utilizzato per raggiungere il pareggio di bilancio, rendiconti 2013 e 2014 mancanti come altri documenti contabili, nonostante i solleciti, e un buco di 455 milioni di euro di debiti pregressi, sul quale «la Regione oggi non fa fronte con un adeguato piano di ammortamento». Sono alcuni dei rilievi contenuti nel parere sul bilancio di previsione 2015-2017, discussi nel consiglio regionale, da parte del collegio dei revisori dei conti Stefano Fraticelli, Ottaviana Giagnoli e Giuseppe Castelli. Non si tratta di una bocciatura perché i tre esperti esprimono un parere favorevole. La manovra prevista dalla maggioranza di centrosinistra pareggia le entrate e le uscite a 4,4 miliardi .
La relazione dei revisori è stata più volte citata nell'accesa seduta del Consiglio in particolare dal capogruppo M5S Sara Marcozzi.
Il consiglio regionale è andato avanti fino a tarda notte. Le minoranze hanno presentato oltre mille emendamenti. Il clima è stato reso teso da un lungo e a tratti duro intervento del presidente della giunta regionale, Luciano D'Alfonso, che ha attaccato la precedente gestione di centrodestra, in testa il presidente Gianni Chiodi, ora consigliere regionale (Fi).
In mattinata circa 400 lavoratori, ma anche amministratori e sindacati, delle quattro province, hanno protestato davanti a Palazzo dell'Emiciclo contro la legge di riforma nazionale che «mette a rischio i livelli occupazionali ed i servizi ai cittadini». Una delegazione, tra cui il presidente della Provincia dell'Aquila, Antonio Del Corvo, alla testa dell'unico ente abruzzese che è ancora con il vecchio assetto con le elezioni in programma nella prossima primavera, è stata ricevuta da D'Alfonso.

