Ricorso al Tar contro la data del voto

27 Settembre 2018

Forza Italia impugna il decreto pubblicato ieri. E Pagano tende la mano a Bellachioma ma dà lo stop al sindaco Biondi

PESCARA. Il gruppo regionale di Forza Italia, con a capo Lorenzo Sospiri, va avanti. Impugnerà davanti al Tar il decreto che fissa al 10 febbraio del 2019 la data delle elezioni regionali. «A noi non interessa quando sarà fissata l’udienza e neppure se gli appelli al consiglio di Stato sconfineranno all’anno prossimo. È un ricorso politico. Vogliamo dimostrare che c’è stato un errore della maggioranza Pd a far slittare le elezioni di tanti mesi», è la dichiarazione di guerra degli azzurri capeggiati da Sospiri mentre il suo coordinatore regionale, Nazario Pagano, con un comunicato stampa che vale la pena riportare integralmente, tende la mano al leghista, Giuseppe Bellachioma che ieri, oltre a commentare negativamente l’accordo Pd-Forza Italia sulle nomine all’Agir, lo ha accusato di avere un comportamento scorretto per aver posto veti alle candidature di Fratelli d’Italia, almeno alle prime ipotesi, senza consultarsi con gli alleati. Pagano, il giorno dopo lo sfogo di Bellachioma, nega di aver posto veti, respinge le accuse di inciucio per l’Agir, ma nella stessa nota dà lo stop alla candidature del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. E non solo, perché nelle ultime e significative frasi, rimette Forza Italia al centro della decisione. «Apprendo dalle colonne del Centro che il senatore e coordinatore regionale della Lega Bellachioma si dichiara sorpreso per alcune mie presunte iniziative politiche e dichiarazioni elettorali che hanno suscitato la sua reazione. Vorrei tranquillizzarlo e rassicurarlo perché sono più sorpreso di lui per quanto pubblicato in merito a una fantascientifica manovra congiunta Forza Italia-Pd sull’Agir e a un’altrettanto fantasiosa ricostruzione su veti e giudizi negativi su alcune candidature ufficiose alla presidenza della Regione Abruzzo». Così esordisce il coordinatore azzurro. «All’amico e alleato Bellachioma mi preme ricordare che sono sempre disponibile, adesso come in passato e come in futuro, a un confronto franco e diretto, e quindi sarebbe bastata una semplice telefonata per chiarire cose sulle quali in realtà non c’è nulla da chiarire: non ho né promosso, né favorito, né avallato in alcun modo alcun accordo col Pd, men che meno sull’Agir che esula pure dalla mia sfera di interessi, cosa peraltro tecnicamente impossibile perché non vedo e non sento da mesi, neppure per sbaglio, alcun esponente locale del Pd. Non risponde a verità neppure che avrei espresso giudizi sui nomi che sono stati fatti in questi giorni per la candidatura alla presidenza della Regione». Ma subito dopo pone il veto: «Non ho invece alcuna difficoltà, nel rispetto dei fatti, a dire di aver espresso perplessità sulla ventilata candidatura del sindaco dell’Aquila, certamente non per la persona e neppure per le capacità politiche, ma perché ritengo inopportuno e difficilmente spiegabile alla cittadinanza e all’opinione pubblica un abbandono dell’amministrazione del capoluogo dopo poco più di un anno. Noi tutti ricordiamo», continua, «quanto sia stata lunga e laboriosa per il centrodestra l’opera di riconquista di Palazzo di città dopo un decennio di centrosinistra». E conclude: «A Bellachioma rinnovo la disponibilità e l’impegno mio e di Forza Italia a vincere al meglio la sfida alla Regione, con un candidato forte, credibile, capace e autorevole che, sono certo, le componenti della coalizione di centrodestra sapranno individuare e scegliere insieme, e tutte insieme sostenere apertamente e vittoriosamente in campagna elettorale».