Rifiuti, scontro sulle nomine Agir

Forza Italia e 70 sindaci: il Cda va eletto dopo le comunali. Mazzocca: richiesta strumentale
PESCARA. E’ scontro sulle nomine all’Agir, l’Autorità per la gestione integrata dei rifiuti urbani. I consiglieri regionali di Forza Italia e una settantina di sindaci fanno fronte comune e chiedono il rinvio dell'assemblea dei primi cittadini abruzzesi per la costituzione dell’Autorità, prevista per il 31 maggio prossimo. Amministratori ed esponenti di centrodestra sottoscrivono un documento da presentare al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, a cui chiedono di rinviare l'assemblea, attendendo l'esito delle elezioni amministrative di giugno. Per i firmatari della mozione, infatti, è sbagliato che ad esprimersi siano amministratori uscenti. A fare il punto della situazione sono i consiglieri regionali di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo, Paolo Gatti ed Emilio Iampieri, il senatore Nazario Pagano, coordinatore regionale di Fi, e un gruppo di sindaci delle quattro province, a partire dai primi cittadini di Chieti, Umberto Di Primio, e Montesilvano, Francesco Maragno; 67, al momento, i sindaci che hanno aderito all'iniziativa.
L'ASSEMBLEA. L'assemblea era stata convocata per luglio dello scorso anno e poi rinviata al prossimo 31 maggio. Nel corso della seduta, cui partecipano tutti i Comuni abruzzesi, si dovrà procedere con la nomina del Cda e del presidente, espressione della voto degli amministratori locali. L'Agir è nata nel 2013, ai tempi del governo regionale di centrodestra, a conclusione del relativo iter legislativo, che ha rivoluzionato la governance dei rifiuti in Abruzzo.
IL NODO TERAMO. Al centro delle polemiche anche il fatto che tra i comuni che andranno al voto c'è una città capoluogo di provincia, cioè Teramo, peraltro sotto commissariamento. Situazione analoga si registra a Silvi. Ma, più in generale, il centrodestra chiede di rinviare la seduta a dopo le elezioni, per far sì che i vertici dell'Agir siano reale espressione delle amministrazioni, in base agli equilibri politici che emergeranno dal voto.
SFREGIO ISTITUZIONALE. «Abbiamo aspettato tanto, perché non si può aspettare un mese?», si chiedono i consiglieri regionali di centrodestra, che parlano di «sfregio istituzionale da parte del presidente-senatore». «La convocazione dell'assemblea», dicono, «è una forzatura ascrivibile al manovratore presidente D'Alfonso che continua a portare avanti con ostinazione l'occupazione di consigli di amministrazione, enti e poltrone forzando regole e regolamenti, pur di insediare persone a lui gradite». Nazario Pagano definisce «incomprensibile questa accelerazione dopo mesi di stallo» e spiega che «chiedere un rinvio a subito dopo il ballottaggio è la cosa più logica». UNA MATERIA DELICATA. Di Primio ricorda che l'Agir dovrà «governare tutto il ciclo dei rifiuti in Abruzzo, dovrà gestire le gare, dovrà fare in modo che il sistema avrà un'unica voce. Fare le nomine a ridosso delle elezioni», dice il sindaco di Chieti, «è una forzatura pericolosa che andrebbe ad incidere sulla gestione di una materia delicatissima che riguarda tutti gli abruzzesi».
POLITICHE AMBIENTALI. Per il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno, «sembra che si pensi più agli interessi del partito che alle politiche ambientali, mentre da qui ai prossimi dieci anni la questione ambiente e rifiuti sarà uno dei punti principali da affrontare per tutti gli amministratori». AMICI DEGLI AMICI. Il centrodestra chiede quindi di «riportare immediatamente la discussione dell'Agir all'interno degli spazi della democrazia, perché un ente così importante non può essere governato dagli amici degli amici senza tenere conto delle elezioni amministrative».
LA REPLICA. Al centrodestra replica il sottosegretario della Regione con delega all'Ambiente, Mario Mazzocca, che parla di «richieste ripetute e strumentalmente dilatorie» e conferma che l'assemblea si terrà il 31 maggio. «Ad ogni convocazione», dice, «puntualmente è arrivata la richiesta di rinvio da parte del centrodestra, adducendo motivazioni diverse e sempre con l’evidente intento di arrivare ad ottenere “matematicamente” la maggioranza delle quote».

