Rigopiano, lettera al ministro Bonafede «Lo Stato è assente»

PESCARA. E' stata ufficializzata ieri mattina la formazione del maxi procedimento sulla strage di Rigopiano dove il 18 gennaio 2017 morirono 29 persone nel crollo dell'hotel, causato da una valanga....
PESCARA. E' stata ufficializzata ieri mattina la formazione del maxi procedimento sulla strage di Rigopiano dove il 18 gennaio 2017 morirono 29 persone nel crollo dell'hotel, causato da una valanga. Ieri mattina il gup Antonella Di Carlo ha letto in aula il provvedimento del presidente del tribunale, Angelo Bozza, che dà il via libera all'unificazione del processo madre, quello con 25 imputati, a quello sul depistaggio che riguarda i vertici della Prefettura guidata all'epoca da Francesco Provolo, e che conta altri sette imputati. Una udienza tecnica, quella di ieri, servita soltanto per ufficializzare quanto il giudice Di Carlo, il 17 ottobre scorso, aveva già deciso nella prima udienza del procedimento su frode processuale e depistaggio che riguarda appunto l'ex prefetto, i suoi due ex vice (Salvatore Angieri e Sergio Mazzia), una dirigente (Ida De Cesaris) e tre funzionari prefettizi (Gianfranco Verzella, Daniela Acquaviva e Giulia Pontrandolfo). Tutto come da copione, dunque, anche se l'ultima parola spetta al gup Gianluca Sarandrea che il 29 novembre prossimo dovrà ufficializzare questa scontata unificazione dei processi. Si profila quindi un processo ancora più corposo da portare avanti visto che adesso gli imputati saranno 24 più 7, con l'aggiunta della società Gran Sasso Resort che gestiva l'hotel. Un procedimento che diventerà ancora più pesante e dove il primo passo della prossima udienza sarà quello relativo alla costituzione delle parti civili del procedimento accorpato, e cioè di quello sul depistaggio. Anche se l'udienza di ieri è andata via tranquillamente, con la presenza di un numero ridotto di parti offese, non è mancata la polemica sollevata dall'avvocato Romolo Reboa che assiste un folto gruppo di parti offese. Il legale voleva depositare degli atti, ma gli è stato impedito dal giudice Di Carlo in quanto quella di ieri era soltanto una udienza tecnica per sancire l'unificazione dei processi. Reboa ha puntato il dito ancora una volta sul ministero della Giustizia per il fatto che ad oggi nessuno si è ancora costituito parte civile contro la Prefettura. «Ho scritto al ministro della Giustizia Bonafede», spiega il legale, «perché quello che mi aveva stupito la scorsa udienza era l'assenza in questo processo dello Stato che non si è costituito nei confronti di funzionari dello Stato accusati di depistaggio. Oggi ho visto che nessuno si è presentato e ne prendo atto. Lo avrei sentito come un fatto obbligatorio soprattutto nei confronti di queste famiglie. Se questo processo non avesse avuto questo Comitato e queste famiglie sarebbe stato uno dei tanti processi, probabilmente per quello che potrebbe ritenersi una disgrazia territoriale, per un evento imperscrutabile, cosa che non è». Su quanto inciderà questa riunione sulla speditezza del processo il legale dice: «Quello che mi preoccupa è che dover fare due processi in uno rallenterà il processo principale e quindi questo potrà portare a fatti prescrittivi più probabili».
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