Rimpasto giunta Marsilio, Scambio Sospiri-Santangelo: prima trattativa in Forza Italia

Il presidente della regione
26 Marzo 2026

Il presidente del consiglio regionale spinge per fare l’assessore: «Siamo a metà mandato, è ora»

PESCARA. «Il rimpasto in giunta si deve fare, lo sanno tutti», sorride il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri di Forza Italia. «Prima o poi si deve fare, io l’ho soltanto ribadito». Sospiri non si nasconde più: vuole entrare nella giunta Marsilio e diventare assessore, sulle deleghe poi si vedrà. Se dipendesse soltanto da lui quell’ingresso rimandato dal giorno dopo le elezioni regionali del 2024 lo farebbe subito, «entro aprile».

Ma il tempo, in questa trattativa, sembra una variabile dipendente: Sospiri ne ha poco «perché ormai siamo alla metà del mandato», sottolinea; Marsilio ne vorrebbe di più per arrivare a mettere le mani su due obiettivi che considera delle priorità, il cambiamento dello statuto regionale per allargare la giunta da 6 a 9 assessori e la modifica della legge elettorale con il passaggio al collegio unico al posto delle 4 circoscrizioni provinciali.

La distanza tra queste due posizioni potrebbe accorciarsi con un accordo interno a Forza Italia: se si dimettesse da presidente del consiglio regionale, Sospiri potrebbe entrare in giunta scambiandosi il posto con l’assessore Roberto Santangelo, anche lui di Forza Italia. Santangelo, che è anche presidente del consiglio comunale all’Aquila, diventerebbe presidente del consiglio regionale: un incarico che l’aquilano avrebbe dovuto ricoprire già dal primo giorno del centrodestra bis salvo poi un ripensamento all’ultimo momento.

Lo scambio Sospiri-Santangelo sarebbe un mini rimpasto in attesa dell’allargamento della giunta Marsilio. Ma porterebbe già a qualche cambiamento: con Sospiri in giunta, entrerebbe in consiglio il primo dei non eletti della lista di Forza Italia a Pescara, cioè Paolo Cilli, assessore di Montesilvano che nel 2024 ha preso 3.787 voti. E poi con Santangelo fuori dalla giunta e di ritorno in consiglio regionale, dovrebbe lasciare il posto Antonietta La Porta che si troverebbe a retrocedere a prima dei non eletti della lista aquilana di Forza Italia con le sue 3.389 preferenze.

A rompere il ghiaccio sull’ipotesi rimpasto è stato lunedì scorso Sospiri durante la cerimonia di benvenuto, a Montesilvano, per due consiglieri civici passati a Forza Italia: «È chiaro che Forza Italia cresce», ha detto Sospiri spalancando le braccia ai nuovi arrivati, Adriano Tocco e Danilo Palumbo, «manca un solo tassello, che è la cosa a cui tengo di più: voglio dirvi che il collega Paolo Cilli è prossimo ad entrare in consiglio regionale. Entro il mese di aprile mi dimetterò da presidente del consiglio regionale per assumere un ruolo, quello che vorrà il presidente Marsilio, anche assessore alle Varie ed eventuali tanto poi trasformerò questo ruolo in tutte le cose necessarie e possibili per risolvere i problemi dei cittadini». Secondo Sospiri, «tutto questo permetterà a Paolo, come giusto e come già doveva essere, di entrare in consiglio regionale e di dare a Montesilvano, che per noi non è un’appendice della città di Pescara ma il quarto centro dell’Abruzzo, finalmente il consigliere regionale che merita per svolgere la sua attività non solo nell’area metropolitana Pescara, Montesilvano e Spoltore, ma per tutta l’area Vestina e in generale per tutta la provincia di Pescara». L’ultima volta in cui la città di Montesilvano ha eletto un consigliere regionale risale al 1990: con la fine dell’amministrazione Salini, nel 1995, la quarta città d’Abruzzo ha smesso di avere rappresentanti e Cilli sarebbe il primo dopo 31 anni.

La fuga in avanti di Sospiri avrebbe colto di sorpresa Marsilio che non si aspettava di trovarsi sul Centro, proprio il giorno dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia (51,77% No e 48,23% Sì), quelle dichiarazioni con tanto di tempistica, «entro aprile», quasi un ultimatum. E durante la seduta del consiglio regionale di martedì scorso tra Sospiri e Marsilio il clima sarebbe stato almeno teso: «Ma non è vero», dice Sospiri, «ci siamo parlati come al solito e abbiamo anche scherzato». Di certo, all’Emiciclo, Marsilio non ha voluto rilasciare dichiarazioni a tema rimpasto: silenzio assenso o silenzio dissenso? Chissà.

Se invece il rimpasto arrivasse soltanto per statuto con l’allargamento della giunta a 9, Marsilio potrebbe nominare altri tre assessori: uno andrebbe a Fratelli d’Italia, uno a Forza Italia e un altro potrebbe andare alla Lega per premiare una fedeltà che nonostante i dati al ribasso non è mai mancata ma non è scontato. Il posto in giunta assegnato a FdI potrebbe andare al lancianese Nicola Campitelli (8.463 voti) e, con lo scivolamento, in aula entrerebbe la vastese Carla Zinni, prima dei non eletti con 6.539 voti. Guardando alla Lega, l’incarico di assessore potrebbe andare al capogruppo regionale Vincenzo D’Incecco (5.952 voti) con l’ingresso in consiglio regionale della prima dei non eletti a Pescara, Daniela Sulpizio (3.727 voti).

Ma prima di fare nomi e cognomi, bisogna cambiare lo statuto, a partire dall’articolo 43 che recita: «Gli organi dell’esecutivo regionale sono il presidente della giunta, il sottosegretario alla presidenza della giunta e la giunta regionale. La giunta è composta dal presidente e da un numero massimo di 6 assessori, tra i quali il vicepresidente». E ci vorranno almeno due mesi.

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